Cina, arriva salvataggio dello stato per bad bank Huarong

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Roma, 19 ago. (askanews) - La bad bank statale cinese Huarong, che naviga in pessime acque, ha annunciato che riceverà un'iniezione di capitali dallo stato, attraverso una serie di compagnie pubbliche cinesi guidate dal gruppo CITIC.

Huarong ha anche riferito che le sue perdite nette per il 2020 sono stimate attorno a 102,9 miliardi di yuan (13,5 miliardi di euro).

La bad bank ha spiegato, come causa delle perdite, il declino della capacità di onorare il debito da parte di alcuni clienti durante la pandemia. Ma anche la liquidazione di asset a rischio che erano stati rilevati durante il periodo di espansione aggressiva sotto la presidenza di Lai Xiaomin, giustiziato a inizio anno dopo essere stato condannato per corruzione e bigamia.

Huarong ha inoltre spiegato che emetterà nuove azioni a favore di Citic, della China Insurance Investment, di China Life Management, di China Cinda Asset Management e di Sino-Ocean Capital Holding. Si tratta, di fatto, di un salvataggio statale per impedire che la compagnia si produca una bancarotta in hrado di destabilizzare il sistema finanziario cinese.

Di fatto si tratta della prima risposta del governo cinese alla questione Huarong, dopo mesi di silenzio da parte delle autorità cinesi. Un crollo della società di gestione degli asset avrebbe non solo creato un grave problema di stabilità finanziaria, ma anche minato la credibilità del settore di fronte ai tanti investitori stranieri che hanno puntato su Huarong contando sul fatto che avrebbe avuto sempre la garanzia pubblica.

Huarong è una delle quattro bad bank nate nel 1999 per gestire il credito problematico accumulato dai grandi istituti finaziari cinesi. Nel 2018 il suo presidente, Lai, fu arrestato e da allora il sostegno alla compagnia da parte del governo cinese, che era di fatto la sua principale attrattiva, fu messo in dubbio. D'altro canto, la portata degli asset che Huarong gestisce la rende "too-big-to-fail": parliamo di 260 miliardi di dollari.

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