Cina, attivista diritti morto in carcere: chiesta indagine -2-

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Roma, 27 set. (askanews) - Secondo Mingsheng Guancha, un gruppo per i diritti umani cinese, ha affermato che in seguito la moglie ha visto il corpo di Wang: sanguinava dagli occhi, dalla bocca, dalle orecchie e dal naso, oltre ad avere bruciature sul volto.

"Il governo cinese deve indagare sulle accuse di tortura e morte in detenzione dell'attivista per i diritti umani Wang Meiyu e accertare la responsabilità penale per la tortura e le uccisioni extragiudiziali", hanno scritto in un comunicato i Difensori dei diritti umani in Cina (CHRD). Secondo il Guardian, alla famiglia di Wang sono stati offerti 2 milioni yuan come risarcimento, circa 220mila dollari.