Cina, Baoneng altra bomba innescata nella finanza cinese

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Image from askanews web site
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Roma, 13 set. (askanews) - Tra le bombe innescate nella finanza cinese, ce n'è che ticchetta pericolosamente: si chiama Baoneng. Secondo quanto scrive oggi la testata economica Caixin, il gruppo Baoneng Investment si è lanciato in una corsa forsennata alla vendita di asset per cercare di trovare risorse che le permettano di evitare il fallimento.

Beoneng - un gigante con base a Shenzhen che controlla 40 compagnie nell'immobiliare, logistica, microfinanza, educazione, sanità, oltre a 40 centri commerciali in Cina e una grande casa di produzione per le auto elettriche - ha qualcosa come 200 miliardi di yuan (26,2 miliardi di euro) di debiti.

Si tratta di una cifra enorme, dietro la quale si celano dipendenti che chiedono che siano loro pagati gli stipendi finora inevasi, fornitori che bussano per i pagamenti e creditori che sono furiosi e preoccupati.

Secondo quanto scrive Caixin, solo recentemente Baoneng ha ottenuto 12 miliardi di yuan (1,6 miliardi di euro) di aiuti dal governo di Guangzhou. Ma ora sta di nuovo chiedendo l'aiuto delle autorità, oltre a cercare di vendere alcune proprietà.

Dietro la crisi di Baoneng ci sono questioni che Caixin definisce "fotografie familiari nella galleria delle crisi debitorie nelle aziende cinesi", facendo forse riferimento a casi come quello di China Evergrande o Huarong: un'espansione sconsiderata al di fuori del core business, ma anche questioni di leadership interne alla governance del gruppo.

Baoneng in realtà ha fatto anche investimenti in cui la leadership del gruppo, l'aggressivo Yao Zhenhua, crede ancora. "Baoneng Motor diventerà un gruppo automobilistico di livello globale nei prossimi 10 o 15 anni", ha segnalato facendo riferimento alla compagnia che per la produzione di auto elettriche che ha acquistato nel 2017 entrando al 63 per cento nella Qoros Auto, con soci di minoranza Chery (25 per cento) e l'israeliana Kenon Holdings (12 per cento).

Ma il tentativo d'espansione che ha attirato di più l'attenzione è stato quello della scalata ostile alla concorrente Vanke, il più grande gruppo di sviluppo immobiliare del mondo, partecipato anche dal governo cinese. Nel 2015 Baoneng divenne il principale azionista, superando la società statale China Resources, ma il vicepresidente di Vanke, il miliardario Wang Shi, si oppose alla scalata, fece fermare gli scambi di Vanke in borsa e denunciò all'autorità regolatoria assicurativa e borsistica cinese, che tolse per 10 anni a Yao il diritto di operare nel mercato assicurativo, mentre a Vanke furono restituire le sue azioni.

L'altro fronte d'instabilità per Baoneng è quello, per così dire, familiare. Il socio di Yao Zhenhua è il fratello minore Jianhui. Ma, secondo indiscrezioni che girano insistentemente dall'inizio dell'anno, i due imprenditori sarebbero in rotta di collisione tra loro e - secondo la testata economica Yicai Global - ci sarebbe il progetto di dividersi il piatto: Jianhui si terrebbe il business immobiliare, Zhenhua lpunità immobiliare Baoneng Urban Development Foresea Life Insurance e, ovviamente, l'amata Baoneng Motor.

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