Cina: Chen Guangcheng potrà chiedere di studiare all'estero

Pechino (Cina), 4 mag. (LaPresse/AP) - Il dissidente cinese Chen Guangcheng potrà presentare richiesta per studiare all'estero, cioè fuori dalla Cina, "in conformità con le leggi dei dipartimenti competenti". Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Pechino, con una decisione che potrebbe spianare la strada a una risoluzione delle tensioni con gli Stati Uniti sorte per il trattamento del noto attivista cieco. L'annuncio è stato fatto con una nota pubblicata sul sito del ministero, che non fornisce al momento ulteriori dettagli. Si tratta della risposta finora più incoraggiante arrivata dal governo di Pechino relativamente alla gestione della vicenda.

LA NOTA DEL MINISTERO. Di seguito il testo del comunicato pubblicato dal ministero degli Esteri: "Chen Guangcheng si trova adesso in cura in ospedale. In quanto cittadino cinese, se vuole studiare all'estero può passare attraverso i normali canali dei dipartimenti competenti e completare le formalità in conformità con la legge come tutti gli altri cittadini cinesi".

LA DISPUTA CINA-USA SU CHEN. Chen Guangcheng è al centro di una disputa fra Stati Uniti e Cina dopo che il dissidente è riuscito a fuggire dall'appartamento in cui vive normalmente controllato a vista dalla polizia e si è rifugiato per sei giorni nell'ambasciata americana. Due giorni fa, poi, ha lasciato la sede diplomatica ed è stato accompagnato in un ospedale di Pechino, dove si trova attualmente. Dalla clinica, Chen ha fatto sapere di aver cambiato idea e di voler lasciare il Paese con la famiglia perché teme per la sua sicurezza personale. Fino a quel momento, invece, aveva detto di voler rimanere in Cina.

Pechino definisce il ruolo avuto da Washington nella vicenda un'interferenza negli affari interni cinesi e ha chiesto scuse formali. La questione ha dominato i colloqui di alto livello Usa-Cina a Pechino, tra i cui partecipanti ci sono il segretario di Stato americano Hillary Clinton e il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner. Ieri la Clinton nel discorso di apertura dell'incontro, senza mai nominare esplicitamente Chen, ha invitato la Cina a rispettare la dignità dei cittadini. Il presidente cinese Hu Jintao aveva risposto a tono dicendo che Pechino e Washington devono rispettarsi a vicenda perché "date le nostre condizioni nazionali differenti è impossibile per Cina e Stati Uniti vederla allo stesso modo su tutte le questioni".

Ricerca

Le notizie del giorno