In Cina ci sono sempre meno 'Paperoni'

STR / CNS / AFP

AGI - La rigida linea dello "zero Covid", e le ripercussioni della guerra in Ucraina, si abbattono sugli uomini più ricchi della Cina, che vedono calare i loro patrimoni ai ritmi più rapidi degli ultimi 24 anni.

Secondo l'ultima classifica annuale di Hurun Report, che traccia le fortune degli uomini più ricchi della Cina, solo 1.305 persone sono riuscite a superare la soglia dei cinque miliardi di yuan di patrimonio (circa 690 milioni di euro) l'11% in meno dello scorso anno, e complessivamente le loro fortune hanno raggiunto un totale di 3.500 miliardi di dollari, in calo del 18% rispetto allo scorso anno.

"Quest'anno ha visto la più grande caduta nella Hurun China Rich List degli ultimi 24 anni", ha commentato Rupert Hoogewerf, fondatore della classifica e capo delle ricerche, e lo scenario non appare dei migliori.

Le prospettive di crescita dell'economia cinese sono state tagliate per effetto delle ricadute economiche dell'inflessibile linea di Pechino contro il virus e per effetto degli shock innescati dall'invasione russa dell'Ucraina.

Il Fondo Monetario Internazionale prevede per il prossimo anno una crescita della Cina al 3,2%, che sarebbe al ritmo più basso dagli anni Ottanta, se si esclude il 2020, l'anno in cui scoppiò la pandemia di Covid-19.

A questi fattori si aggiunge anche la stretta di Pechino sui colossi di internet, i cui proprietari e fondatori hanno occupato stabilmente, per anni, i primi posti della classifica di Hurun.

Alibaba e la galassia di Jack Ma sono stati tra i più colpiti, ma a fare le spese delle restrizioni di Pechino è stato anche TenCent, il gigante di internet che gestisce la piattaforma WeChat, la super-app cinese.

Il rischio che la Cina possa sacrificare la crescita sull'altare dell'ideologia, spettro fattosi strada anche il mese scorso, ha poi innervosito gli investitori, facendo crollare le piazze cinesi e di Hong Kong.

A conquistare il primo posto in classifica è stato per il secondo anno consecutivo il re delle acque minerali, Zhong Shanshan, che produce l'acqua Nongfu, onnipresente in Cina, e che detiene anche il gruppo produttore di vaccini Beijing Wantai Biological Pharmacy Enterprise: la sua fortuna è cresciuta a quota 62 miliardi di dollari, con un aumento del 17% rispetto allo scorso anno, ma è un caso raro.

Al secondo posto si trova Zhang Yiming, fondatore di ByteDance, che gestisce la piattaforma di condivisione di video TikTok, che ha, però, visto calare la propria fortuna del 28%, a 35 miliardi di dollari.

Sale sul podio anche il presidente del gigante delle batterie Catl, Zeng Yuqun, terzo classificato nonostante un calo del 28% del proprio patrimonio personale, ora a quota 230 miliardi di yuan (31,7 miliardi di euro).

I risultati peggiori vanno proprio ai tycoon di internet, che fino al 2020 dominavano la scena, in Cina. Scende al quinto posto il fondatore di TenCent, Pony Ma, che perde 14,6 miliardi di dollari, e va anche peggio a Jack Ma, nono nella classifica di Hurun dopo la stretta di Pechino.