Cina, da Alibaba comunicato in cui promette obbedienza a norme

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 16 apr. (askanews) - Alibaba, il gruppo creato da Jack Ma, ha pubblicamente espresso la promessa di obbedire alle regolamentazioni antitrust e a contribuire a mantenere l'ordine nel mercato assistendo le autorità, dopo la multa da 2,8 miliardi di dollari ricevuta per abuso di posizione dominante e dopo la "ramanzina" ricevuta dai regolatori, assieme agli altri giganti tech del paese, questa settimana.

Secondo quanto segnala il South China Morning Post, che è un giornale di proprietà di Alibaba, il gruppo di Jack Ma si è unito agli altri 10 giganti tech cinesi che hanno pubblicato dichiarazioni per assicurare il loro contributo.

"Accettiamo sinceramente la supervisione delle autorità competenti, del pubblico e dei media", ha scritto in un comunicato Alibaba.

Il gruppo è finito sotto schiaffo da parte delle autorità ormai da diversi mesi. Lo scorso anno le autorità regolatorie hanno bloccato all'ultimo momento il collocamento in borsa del suo ramo finanziario Ant Group, un'operazione valutata 37 miliardi di dollari circa. Da allora, Jack Ma è virtualmneente scomparso dai radar, centellinando al minimo le uscite pubbliche, alle quali aveva abituato cinesi e stranieri.

Infine è stata comminata una multa da 2,8 miliardi di dollari al gruppo per la sua pratica di costringere i venditori sulla sua piattaforma di e-commerce a dare di fatto un'esclusiva. Questa politica commerciale è stata giudicata in contrasto con le leggi anti-monopolio.

Dichiarazioni di aderenza alle regolamentazioni sono state nei giorni scorsi emesse da tutti i giganti tech cinesi: Tencent Holdings, JD.com, Meituan. A imporle sono state le stesse autorità regolartorie cinesi - Amministrazione statale per la regolazione del mercato, Amministrazione del cyberspazio cinese e Amministrazione fiscale cinese - che hanno convocato 34 grandi compagnie tecnologiche - con una valutazione di mercato aggregata che supera il Pil della Gran Bretagna - e hanno ordinato loro di imparare dalla "lezione" data ad Alibaba e condurre ispezioni internet per verificare l'aderenza a leggi e regolamenti e per rettificare i comportamenti.