Cina, emergono pareri contrari a strategia “Zero Covid”

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Roma, 5 mag. (askanews) - In Cina il dibattito sulla sostenibilità della strategia "Zero Covid" comincia a emergere, entrando però dalla porta di servizio dei social che rilanciano pubblicazioni dall'estero. In particolare, sta facendo un certo rumore - secondo quanto racconta oggi il South China Morning Post - un articolo dello studioso Zhang Zuofeng, che insegna salute pubblica presso l'Università della California a Los Angeles, pubblicato sulla piattaforma social Meipian. Zhang ha consigliato di consentire i test rapidi antigenici e l'autoisolamento a casa invece dei costosi cicli di test antigenici di massa e la quarantena in struttura.

Secondo lo scienziato, l'attuale strategia con tamponi di massa, in particolare, accresce il rischio di sviluppo di focolai.

Inoltre ha raccomandato che agli anziani venga somministrato il vaccino mRNA sviluppato da BioNtech, che non è ancora stato approvato dai regolatori cinesi sebbene una casa farmaceutica, la Fosun Pharma di Shanghai, abbia firmato un accordo per produrlo e distribuirlo.

Ancora, ha suggerito che le città cinesi facciano scorta della pillola antivirale di Pfizer, Paxlovid, per curare i pazienti, in particolare quelli più anziani.

La strategia "Zero Covid" sta anche creando forti malumori tra gli investitori stranieri. Un sondaggio realizzato dalla Camera di commercio dell'Unione europea in Cina in collaborazione con Roland Berger, la società di consulenza, ha rilevato che il 23 per cento delle compagnie europee impegnate in Cina stanno pensando di annullare, rimandare o ridimensionale gli investimenti programmati nel paese a causa delle restrizioni Covid. Si tratta di un dato più che doppio rispetto a quello rilevato nel medesimo sondaggio a inizio anno.

Le autorità cinesi tuttavia finora sembrano orientate a tirar dritto. Nelle metropoli - a partire da Pechino - stanno effettuando diversi cicli di diagnostica di massa. Shanghai, principale hub commerciale del paese, è in lockdown dsal primo aprile.

I dirigenti cinesi continuano a sostenere la strategia "Zero Covid" dinamico, nonostante l'ondata in corso - innescata dalla variante Omicron - porti in realtà una gran massa di positivi asintomatici e un numero di casi gravi o di decessi abbastanza limitato.

Finora le voci contrarie sono state censurate, ma non è andata così con l'articolo di Zhang. Il quale, tra l'altro, ha scritto un altro pezzo in forma di dialogo con l'anziano epidemiologo Yu Shunzhang della Fudan University di Shanghai. In esso Zhang sosteneva che, nonostante il duro lockdown, nella città non si riusciva a domare il virus a causa delle lunghe file per fare i tamponi. Visto che il coronavirus si diffonde per aerosol, se in fila c'è un caso positivo, è facile che chi si trova vicino lo diventi altrettanto.

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