Cina fa guerra ai BTS: campagna contro gruppi fan da “rettificare”

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Image from askanews web site
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Roma, 7 set. (askanews) - E' una guerra aperta ormai quella avviata dalle autorità cinesi contro i gruppi online di fan di gruppi musicali, attori e talenti televisivi. L'ultim attacco lanciato è contro i gruppi di fan della musica K-pop, tra i quali quelli della band sudcoreana BTS, perché i loro comportamenti siano "rettificati".

Sina Weibo, il "Twitter cinese", ha bloccato 21 account di fan per un mese dopo aver chiuso un altro account di fan BTS per 60 giorni. Si tratta di profili appartenenti a gruppi di fan di Lisa e Rose - membri della girlband Blackpink - e di Rap Monster, membro dei BTS, oltre che di fan degli EXO.

Weibo ha annunciato che questi profili diffondevano contenuti irrazionali a favore delle star e fuorviavano i follower. "Weibo sta rafforzando gli sforzi per rettificare i 'fan circle' senza differenziazione di tempo e di localizzazione", ha annunciato la piattaforma, sostenendo quindi che non si tratta di una campagna diretta specificamente contro il K-pop sudcoreano.

Nel mirino di Weibo ci sono anche le raccolte fondi a favore di iniziative per celebrare le star. In particolare, in discussione la raccolta di denaro fatta ad aprile per preparare le celebrazioni del compleanno di Park Ji-min dei BTS che sarà a ottobre. Tra i regali, la customizzazione di un aereo della Jeju Air con l'immagine dell'efebico cantante e con una dichiarazione di eterno amore impressi sulla livrea del velivolo.

Questa raccolta fondi ha sconvolto molti: in soli tre minuti dal suo lancio ha raccolto un milione di yuan (130mila euro). E non c'è stata alcuna chiarezza sui costi: nessuno sa, insomma, se gli organizzatori ci abbiano fatto la cresta.

L'iniziativa di Weibo non nasce da una volontà aziendale, ma è frutto di un'indicazione arrivata la scorsa settimana dall'Amministrazione nazionale cinese per la televisione e la radio. L'autorità ha ordinato di porre ordine nel "caos dei fan club", annunciando iniziative per bloccare "celebrità internet volgari" ed effeminate. La creazione artistica dovrebbe esprimere - ha detto ancora l'autorità - "amore per il partito e per il paese", non certo per comportamenti "immorali" delle star.

Uno dei primi atti delle autorità è stato quello dell'Amministrazione cinese per il cyberspazio, che ha vietato la pubblicazione di ranking delle celebrità. Poi è toccato a Zheng Shuang, un'attrice molto famosa, accusata di una gigantesca evasione fiscale.

Dalla Corea del Sud, intanto sono anche arrivate lamentele. Il Korea Times ha segnalato che la campagna di "rettificazione" contro il K-pop ha una motivazione commerciale e politica: vuole colpire un'industria che vede proprio nella Cina la sua principale fonte di guadagno. Nel solo mese di luglio - secondo il giornale - le vendite di albun K-pop hanno fruttato 26 milioni di dollari in tutto il mondo, 8,25 dei quali provenienti dal mercato cinese. E le principali agenzie di idol sudcoreane - dei veri e propri giganti chiamati YG, SM e JYP - hanno visto le loro azioni perdere tra il 1,5 e il 2,5 per cento in borsa dopo l'annuncio dell'Amministrazione nazionale della radio e della televisione cinese.

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