Cina - Fiji, la cooperazione sul Pacifico fa innervosire l'Occidente

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi incontrerà lunedì i leader e gli alti funzionari di dieci Stati insulari del Pacifico, nell'ambito di un'azione diplomatica regionale che ha suscitato profonda preoccupazione in Occidente.

Il vertice, che avrà luogo in videoconferenza, dovrebbe ruotare attorno a un radicale coinvolgimento della Cina nella sicurezza, nell'economia e nella politica del Pacifico meridionale.

Wang si trova nella capitale figiana Suva, dove ospiterà un meeting telematico con i ministri degli Esteri regionali, molti dei quali sono anche leader dei piccoli Stati insulari.

Sul tavolo c'è un accordo segreto - ottenuto dall'AFP - che vedrebbe la Cina addestrare la polizia locale, essere coinvolta nella sicurezza informatica, espandere i legami politici, condurre una sensibile mappatura marina e ottenere un maggiore accesso alle risorse naturali sulla terraferma e nell'acqua.

Come incentivo, Pechino offre milioni di dollari in assistenza finanziaria, la prospettiva di un accordo di libero scambio tra Cina e Isole del Pacifico e l'accesso al vasto mercato cinese da quasi un miliardo e mezzo di persone.

Al vertice di oggi parteciperanno solo le nazioni del Pacifico che riconoscono la Cina a scapito di Taiwan, comprese quelle che Wang ha già visitato durante la sua visita regionale: Salomone, Kiribati, Samoa e Figi.

La proposta arriva mentre Pechino si scontra con Washington e i suoi alleati per l'influenza nel Pacifico, strategicamente vitale

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