Cina, ideologo del Pcc: accrescere indipendenza tecnologica da Usa

Red
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Roma, 26 gen. (askanews) - La Cina deve diventare più autonoma dal punto di vista tecnologico, anche per bypassare il blocco tecnologico che le viene imposto dagli Stati uniti. A sostenerlo è stato Jiang Jinquan, uno dei principali ideologi del Partito comunista cinese in un intervento sulla rivista della Scuola centrale del Pcc.

Jiang è il capo dell'Ufficio centrale di ricerca delle politiche del Pcc (CPRO) e nell'articolo pubblicato sullo Xuexi shibao (Giornale degli studi) ha proposto un percorso per ottenere l'autosufficienza tecnologica. Si tratta di un intervento di uno degli uomini più potenti della nomanklatura cinese, che viene in un momento di forte pressione del potere politico su gruppi tech, a partire da Alibaba.

Il pensiero di Jiang non è un semplice contributo teorico, perché di fatto elabora le linee buttate giù dal presidente Xi Jinping in precedenti interventi, nei quali il presidente ha spiegato che la Cina è ormai entrata in una "nuova fase di sviluppo" e gode di una congiuntura particolarmente favorevole. Uno degli elementi chiave del nuovo ruolo di Pechino dovebbe essere un maggiore grado di autosufficienza tecnologica.

Jiang segnala una fortissima disparità tra la domanda di semiconduttori da parte della Cina (33 per cento del globale mondiale) e la sua capacità produttiva, che ammonta solo al 7 per cento. "Attualmente gli Usa impongono un blocco sul nostro paese per tagliare i nostri scambi e cooperazione con l'estero: è una scelta inevitabile cercare una strategia di indipendenza nel settore della tecnologia", spiega nell'articolo.

La Cina, ha spiegato Jiang, costituirà task force nazionali per rafforzare la ricerca e l'innovazione scientifica. Inoltre chiederà alle aziende private di investire nella ricerca e sviluppo per essere remunerate dallo stato per i risultati di tali ricerche.