Cina, il sinologo Masini: "Ridistribuzione della ricchezza è la grande sfida di Xi"

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"L'impresa della ridistribuzione della ricchezza è la grande sfida di Xi Jinping" e "sulla distribuzione della ricchezza si gioca non solo la stabilità economica, ma anche politica della Cina". E "bisogna vedere se Xi ci riuscirà e a quale prezzo". Federico Masini, sinologo, docente Lingua e Letteratura Cinese a La Sapienza di Roma, parla con l'Adnkronos della Cina, di Xi Jinping, che ha appena visto consolidato il suo potere con la "risoluzione storica" del Partito comunista cinese, e dell'imminente vertice virtuale del leader cinese con il presidente americano Joe Biden.

La Cina, dice, deve "provare, come noi, a risolvere il problema del Covid", mantenere "un livello di sviluppo economico che garantisca un miglioramento dell'assetto generale dell'economia cinese e la possibilità di distribuzione della ricchezza".

"E' tipico della tradizione cinese usare la storia per immaginare il futuro o ipotecare il futuro", rileva Masini dopo l'adozione della risoluzione sui "principali traguardi e l'esperienza storica" dei 100 anni del Pcc, terzo documento del genere dall'epoca di Mao Zedong e Deng Xiaoping. E ora si tratta di attendere gli esiti del Congresso del Partito dell'autunno del prossimo anno.

"Se è scontato che Xi venga rieletto per la terza volta - dice - bisognerà vedere come la Cina arriverà" a quell'appuntamento. Quindi, "come finirà di affrontare il Covid, se cambierà politica" su questo punto, come "reagirà" alla crisi del colosso immobiliare Evergrande e se, appunto, "riuscirà nell'impresa di ridistribuzione della ricchezza".

Nel frattempo i riflettori sono puntati sull'atteso vertice virtuale tra Biden e Xi, che non lascia la Cina da 21 mesi, dopo la dichiarazione congiunta annunciata a sorpresa da Cina e Stati Uniti alla conferenza sul clima di Glasgow. "Gli eventi internazionali ormai si sono trasformati anche in eventi mediatici - osserva il sinologo - e l'incontro di Xi con Biden ha una funzione mediatica per l'opinione pubblica negli Usa come per il pubblico cinese, forse meno critico". Ed è "probabile che abbia la funzione di mostrare" che Xi, dopo il consolidamento del potere in patria, trova "un riconoscimento anche a livello internazionale", incontrando - sebbene non per un faccia a faccia dal vivo - "il principale competitor della Cina".

Biden, prosegue, ha da parte sua "bisogno di far vedere che mentre da una parte paventa la possibilità di ingaggiare una sciagurata guerra", un conflitto con il gigante asiatico, "dall'altra si rende disponibile al dialogo". E il vertice virtuale, conclude, potrebbe "aprire la strada a un incontro reale, in presenza, che significherebbe un punto di svolta e sarebbe una rassicurazione sul fatto che non ci siano venti di guerra troppo insistenti".

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