Cina, infettivologi Simit attivano unità di crisi per coronavirus

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Roma, 22 gen. (askanews) - Ancora contagi per coronavirus in Cina: secondo il vice ministro della Commissione nazionale per la salute Li Bin, i casi accertati in tutto il Paese hanno superato quota 400 e le vittime sono salite a 9. In aumento anche i casi fuori dalla Cina, con il virus che è stato intercettato per la prima volta anche in Australia, a Macao e negli Stati Uniti, nello stato di Washington. Quest'ultimo era appena tornato da Wuhan, il focolaio dove si è diffuso il virus, ed è stato isolato.

In merito a questi ultimi avvenimenti, arriva l'appello di Marcello Tavio, Presidente SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, e Direttore dell'Unità Operativa di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona: "Le nostre conoscenze in merito all'epidemia di polmonite da nuovo Coronavirus in Cina sono in piena evoluzione. In particolare, in soli tre giorni, dal 17 ad oggi, sono stati documentati 154 nuovi casi, di cui 14 in personale sanitario ospedaliero. Questo incremento di casi dimostra da un lato che le autorità sanitarie locali hanno proceduto ad un'analisi molto più approfondita della situazione; e dall'altro (il che è meno rassicurante) che l'epidemia si trova in una scala più estesa della dimensione locale in cui si riteneva fosse confinata all'inizio di questo mese di gennaio.

Il fatto che siano stati documentati casi numerosi anche in ambito sanitario, evidenzia quello che si temeva fin dall'inizio, ovvero che la possibilità di trasmissione interumana del virus è cosa certa. Tutto questo però non significa che l'epidemia sia fuori controllo o che abbia già assunto proporzioni tali da costituire un pericolo per il resto del mondo, e quindi, per l'Italia. A questo proposito giova segnalare che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha in programma per oggi 22 gennaio una riunione del comitato di crisi proprio per valutare se sussistano gli estremi per un allarme globale (il cosiddetto Public Health Emergency of International Concern)".(Segue)