Cina: lo stretto di Taiwan è tutto nostro

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Roma, 13 giu. (askanews) - La Cina ha ribadito oggi di avere diritti sovrani e amministrativi sullo Stretto di Taiwan, in contrasto con la posizione Usa che ritiene il canale fatto di acque internaizonali.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha detto che lo stretto ricade completamente nelle acque territoriali e nella zona economica esclusiva della Cina, così come definiti dalle Nazioni uniti nella Convenzione sulla legge del mare (Unclos).

"La Cina gode di diritti sovrani e giurisdizione sullo Stretto di Taiwan, mentre rispetta i diritti legittimi di altri Paesi nelle relative aree marittime", ha detto Wang nella conferenza stampa quotidiana del ministero. "Non c'è nulla su 'acque internazionali' nell'Unclos. Sostenendo che lo Stretto di Taiwan sia acque internazionali, alcuni Paesi intendono creare una scusa per la manipolazione della questione di Taiwan e minacciare la sovranità e sicurezza della Cina".

La convenzione Unclos prevede che i Paesi possano rivendicare un'area di 12 miglia nautiche (22 km) dalla costa come acque territoriali. Inoltre la zona economica esclusiva si estende fino a 200 miglia nautiche dalla costa.

In questo caso la rivendicazione cinese è motivata dal fatto che Pechino non riconosce Taiwan e considera l'isola come parte integrante del proprio territorio, per cui l'intero stretto rientrerebbe nelle "acque internazionali".

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