Cina nel mirino per il riconoscimento facciale: moratoria dell'Onu per l'Intelligenza Artificiale

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Attenti all'Intelligenza Artificiale.

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha chiesto una moratoria sull'uso della tecnologia di intelligenza artificiale che rappresenta un grave rischio per i diritti umani.

I pericoli riguardano anche sistemi di scansione che tracciano il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici.

"L'Intelligenza Artificiale fa già parte della nostra vita. Quindi..."

Da Ginevra, Peggy Hicks, Direttrice del Thematic Engagement dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani spiega:
"L'Intelligenza Artificiale fa già parte delle nostre vite. E non c'è tempo da perdere nella lotta per garantire che sia progettata e utilizzata in modo da rendere la nostra società migliore e più rispettosa dei diritti, piuttosto che uno strumento che consente la discriminazione, invade la nostra privacy e mina i nostri diritti"

Le Nazioni Unite hanno presentato un nuovo rapporto che evidenzia come molti paesi e molte aziende imprese abbiano applicato frettolosamente sistemi di IA senza introdurre garanzie per prevenire la discriminazione e altri diritti violati.

Secondo Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, i paesi dovrebbero espressamente vietare le applicazioni di IA che non rispettano la legge internazionale sui diritti umani.

Cina nel mirino. Ma non solo

Mentre i paesi "a rischio" non sono stati menzionati nel rapporto dell'ONU, la Cina è stata tra i paesi che hanno lanciato la tecnologia di riconoscimento facciale, in particolare per la sorveglianza nella regione occidentale di Xinjiang, dove vivono molti abitanti della minoranza Uighur.

Gli autori del rapporto hanno dichiarato che nominare paesi specifici non faceva parte del loro compito e farlo potrebbe anche essere controproducente, per il futuro.

"Nel contesto cinese, come in altri contesti, siamo preoccupati per la trasparenza e l'applicazione discriminatoria che si rivolge a particolari comunità", ha commentato Peggy Hicks.

La Direttrice del Thematic Engagement dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani ha citato diversi casi giudiziari negli Stati Uniti e in Australia, in cui l'Intelligenza Artificiale è stata erroneamente applicata.

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