Cina, nel prossimo decennio a rischio sicurezza alimentare

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Roma, 29 apr. (askanews) - La sicurezza alimentare della Cina rischia nel prossimo decennio di andare in affanno sia per il contesto geopolitico sia per i cambiamenti demografici e sociali del paese. Lo hanno affermato gli esperti, secondo un articolo pubblicato oggi dal South China Morning Post.

La produzione nazionale cinese è destinata a toccare il punto minino, pari a circa il 58,8 per cento del fabbisogno nazionale, mentre nel 2020 è stata pari al 65,8 per cento e all'inizio del secolo era al 93,6 per cento, secondo quanto ha affermato il porfessore di economia agricola della Renmin University di Pechino, Cheng Guoqiang, che è anche membro del comitato consultivo del governo sulla politica alimentare.

Secondo gli esperti, a minacciare la fornitura di cibo sono diversi fattori, tra i quali l'aumento dei redditi che porteranno su la domanda e dei cambiamenti demografici.

"La Cina affronterà una maggiore pressione sulle risorse e sfide più servere per garantire la sicurezza cerealicola e alimentare", ha detto in un forum virtuale tenuto presso l'università Renmin.

La crisi Covid a Shanghai, con il lockdown, ha portato a una gara ad accaparrarsi prodotti alimentari e ha evidenziato le fragilità dei canali di distribuzione alimentare.

La popolazione cinese - 1,4 miliardi di persone - rappresenta una sfida per chi deve programmare i flussi di prodotti per alimentarla. Il presidente Xi Jingping ha chiesto, a marzo durante l'annuale sessione parlamentare, una "granfde visione per il cibo".

Tuttavia nei mesi recenti la controversa strategia "Zero Covid" sostenuta da Pechino, che fa leva su forti restrizioni per eradicare il Covid nelle aree di contagio, mette a rischio anche la stagione dei raccolti primaverili.

Un altro problema grave è l'invasione russa dell'Ucraina, un grande esportatore di cereali.

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