Cina, Pechino sotto la lente delle misure Covid-19

Image from askanews web site
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Roma, 2 mag. (askanews) - La metropoli di Pechino, una città da 22 milioni di abitanti, è in fibrillazione per 41 casi di Covid-19 accertati oggi. In particolare, la capitale cinese ha effettuato la terza campagna di test di massa - oltre 20 milioni di persone - e teme di seguire la stessa china seguita da Shanghai che è precipitata in un duro lockdown durato oltre un mese.

Gli occhi sono puntato sul quartiere di Chaoyang, dove è stata scovata quasi la metà dei 400 casi circa finora rilevati nella capitale. Sembrano numeri piuttosto contenuti, ma non lo sono in base alla strategia "Zero Covid" adottata dall'amministrazione cinese per gestire la pandemia, anche nel caso della variante Omicron del coronavirus, che è molto infettiva anche se meno letale.

Le autorità intendono effettuare tra domani e gionevì altri tre cicli di test nel quartiere di Chaoyang, un'area ricca della città che conta 3,5 milioni di abitanti.

Durante la Festa del Lavoro sono state tenute chuuse una serie di attività, come i ristoranti, per cercare di prevenire la diffusione del coronavirus. Da ieri è stato chiuso il parco di divertimenti degli Universal Studios e il Museo del Palazzo nella Città proibita. Da giovedì le persone che si recano in un ospedale devono mostrare un test Covid negativo effettuato nelle ultime 48 ore.

Test negativi dovranno essere mostrati anche per il rientro al lavoro dopo la festività. Per accedere alle strutture pubbliche o ai trasporti, o alle strutture sportive, gli utenti dovranno mostrare un test molecolare negativo effettuato nei sette giorni precedenti.

La situazione è particolarmente sotto monitoraggio dal momento che Pechino è la capitale, il centro politico, e sarà in autunno teatro del più importante appuntamento politico: il Congresso del Partito comunista cinese. Il presidente Xi Jinping, in quell'occasione, dovrebbe ottenere un terzo mandato, un fatto senza precedenti. E' tuttavia atteso un ampio rimpasto nei vertici del partito e del governo, a partire dal premier Li Keqiang che ha dichiarato di non voler ricoprire l'incarico per un altro mandato.

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