Cina, Shenzhen discute legge per limitare videocamere sorveglianza

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Image from askanews web site
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Roma, 30 giu. (askanews) - Shenzhen, uno dei principali hub tecnologici della Cina, potrebbe adottare una norma che limita l'utilizzo delle videocamera di sorveglianza alle aree pubbliche e pone dei limiti all'utilizzo dei video registrati da queste. Lo segnala oggi il South China Morning Post.

Se la legge passerà, sarà la prima grande città della Cina che affronta il problema in un paese dove le tecnologie di ripresa e riconoscimento facciale sono usate in maniera estensiva e, per molti critici, preoccupante.

In particolare, verranno vietate le videocamere di sorveglianza nelle stanze degli hotel, nelle corsie ospedaliere, nei dormitori, nei bagni pubblici e nei camerini di prova dei negozi.

La legge, che è sotto lo scrutinio del Consiglio municipale di Shenzhen, elenca i luoghi dove saranno consentite: aeroporti, stazioni della metropolitana, banche, musei e centri commerciali. Si tratta - secondo la norma - di spazi "d'interesse pubblico e strutture che coinvolgono al sicurezza pubblica". Verranno invece vietate in spazi privati e pubblici in cui "può essere violata la privacy dei cittadini".

Le strutture che non rientrano nelle specifiche elencazioni, dal canto loro, potranno installare telecamere di sorveglianza solo in base a necessità di sicurezza.

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