Cina, si discute legge privacy: limita riconoscimento facciale

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 21 dic. (askanews) - In Cina è in corso il dibattito relativo alla messa a punto della nuova legge sulla privacy, conosciuta a livello internazionale con l'acronomico inglese PIPL (Personal Information Protection Law), che potrebbe rappresentare un elemento importante in un paese in via di rapido sviluppo tecnologico, a fronte dell'introduzione sempre più massiccia di strumenti di controllo basate sul riconoscimento facciale. Oggi il portavoce della Commissione affari legislativi dell'Assemblea nazionale del popolo Yue Zhongming ha chiarito che la nuova norma inceluderà regole per proteggere le informazioni biometriche proprio rispetto al tema del riconoscimento facciale.

La PIPL è stata presentata per la sua lettura e il dibattito all'Assemblea nazionale del popolo cinese a ottobre, durante la sua sessione di lavori. Questa bozza di legge è stata accolta come un passo avanti sul tema della privacy dagli esperti, che ne hanno sottolineato i punti di contatto rispetto alla legislazione sulla privacy adottata dall'Unione europea: la GDPR (General Data Protection Regulation).

Consta di 70 articoli. In primo luogo, definisce il campo di applicazione della nozione di dati personali sensibili, includendovi la razza, l'etnicità, la religione, i dati biometrici, medici, finanziari. E stabilisce una serie di principi di protezione dei dati, che includono la trasparenza, la giustizia, la limitazione degli scopi e la minimizzazione della raccolta e delmantenimento dei dati, l'accuratezza e la responsabilità.

Alle aziende che violino la legge in merito alla tutela della protezione dei dati sensibili, in particolare attraverso la raccolta degli stessi, si potranno applicare multe fino a 50 milioni di yuan, vale a dire 7,4 milioni di dollari, o il 5 per cento del fatturato dell'anno precedente.

Ma all'articolo 29 statuisce che che i dati biometrici facciali devono essere "usati per scopi specifici solo quando vi è sufficiente necessità", sulla base di una valutazione del rischio.

"L'uso e lo sviluppo del riconoscimento facciale e di altre nuove tecnologie hanno creato nuove sfide per la protezione delle informazini personali", ha chiarito Yue, secondo il South China Morning Post. "La Commissione affari legislativi - ha continuato - ascolterà ulteriormente un'ampia gamma di opinioni sulla questione e condurrà una ricerca e una valutazione approfondite".

Yue ha inoltre chiarito che la PIPL dovrà ben chiarire i diritti dei singoli riguardo le proprie informazioni personali, compresi i casi in cui è necessario ottenere il consenso dei singoli, oltre che prendere misure a garanzie dei diritti dei singoli.

Nella società cinese c'è una crescente sensibilità rispetto all'uso che nel settore prvato viene fatto dei dati biometrici dei consumatori. A novembre scorso ad Hangzhou c'è stata la prima sentenza contro il riconoscimento facciale. Uno zoo safari lo utilizzava per i clienti.

La Cina ha un problema serio di legislazione e controllo rispetto alla rapida diffusione della tecnologia di riconoscimento facciale. Compagnie come Huawei e Alibaba hanno messo sul mercato tecnologie di riconoscimento biometrico che sarebbero in grado di rilevare, per esempio, l'etnicità e quindi di stabilire se una persone è un uiguro, che è una minoranza soggetta a repressione e discriminazione, secondo le accuse delle organizzazioni internazionali per i diritti umani. Le compagnie hanno escluso un utilizzo per il riconoscimneto etnico di queste tecnologie.