Cina: Stefania Craxi, 'problema europeo e nazionale'

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Roma, 23 mar. (Adnkronos) – “Le sanzioni della Repubblica popolare cinese contro 10 deputati europei e 4 entità dell’Unione sono inaccettabili, un mero atto di ritorsione varato per giunta con motivazioni del tutto risibili e infondate. Se vigilare sul doveroso rispetto dei diritti umani equivale a ‘danneggiare gravemente la sovranità e gli interessi della Cina’ è evidente che sussiste un problema gigantesco che non si può e non si deve oltremodo sottacere, tanto nel livello europeo che in quello nazionale". Lo afferma la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi, vicepresidente della commissione Esteri di Palazzo Madama.

"La questione dei diritti umani nello Xinjiang -aggiunge- è tutt’altro che menzognera e la scelta di Bruxelles di varare sanzioni verso Pechino è doverosa e, semmai, tardiva. Infatti, se si vuole avanzare una critica motivata all’Ue è quella di aver sottoscritto in gran silenzio il 30 dicembre scorso il ‘Comprehensive Agreement on Investment’ senza ottenere in cambio alcuna garanzia e nessuna certezza per diritti umani e libertà e senza tenere conto delle indicazioni dell’Europarlamento, assecondando semplicemente i desiderata di qualche Paese membro e della presidenza di turno".

"Se un tempo qualcuno pensava che tramite il commercio avremmo cambiato la Cina -conclude Craxi- forse è il tempo di ricredersi. Evitiamo, però, che la Cina possa cambiare i valori fondamentali dell’Europa e dell’Occidente”.