Cina, stretta su educazione pricvata: a rischio 3 mln posti lavoro

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Roma, 3 nov. (askanews) - Il giro di vite regolatorio imposto dalla Cina sull'industria educativa potrebbe costare più di tre milioni di posti lavoro. Lo afferma il think tank di Pechino China Center for International Economic Exchanges (CCIEE), secondo quanto riporta il Nikkei Asia.

In Cina sono circa 10 milioni le persone che lavorano nel comparto dell'educazione. Un terzo di questi "saranno colpiti dalle nuove regolamentazioni" e quindi "saranno licenziati, costretti a cambiare lavoro o trasferiti ad altri settori" delle imprese, ha affermato il vicedirettore del CCIEE Liu Xiangdong.

A partire da luglio il Partito comunista cinese e il Consiglio di stato - il governo - hanno annunciato una serie di nuove regolamentazioni più stringenti principalmente sui servizi di tutoraggio per le scuole elementari e medie, particolarmente diffuse tra la popolazione urbana.

Le nuove regolamentazioni vietano le lezioni nei weekend e durante le ferie estive e invernali. Inotre le compagnie che operano nel settore dell'educazione non potranno quotarsi in borsa, ma anzi dovranno registrarsi di nuovo come associazioni no-profit.

Alcuni importanti player del settore stanno fermando le loro attività. La Koolearn Technology Holding, parte della New Oriental Education&Technology Group, ha detto la scorsa settimana che interomperà alcuni servizi e che verranno tagliati oltre 40mila posti di lavoro.

Oggi la Westminster School britannica ha annunciato di aver cancellato i suoi piani di aprire sei scuole in Cina, un progetto che veniva portato avanti da quasi cinque anni. Come motivazioni sono stati addotti il Covid-19 e la nuova politica sul tema dell'educazione imposta dal governo di Pechino.

Anche la Dashan Education, quotata a Hong Kong, haanunciato la sua decisione di passare a 56 strutture dalle 102 attuali entro la fine di settembre del prossimo anno.

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