Cina vieta a istituzioni finanziarie di fornire servizi relativi a criptovalute

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Una piccola statuetta sulla rappresentazione della valuta virtuale Bitcoin di fronte a un'immagine della bandiera cinese

PECHINO (Reuters) - La Cina ha vietato alle istituzioni finanziarie e alle società di pagamento di fornire servizi relativi a transazioni in criptovalute e ha messo in guardia gli investitori sul trading speculativo in criptovalute.

Questo è solo l'ultimo tentativo del governo cinese di porre un freno a quello che era un fiorente mercato del trading digitale. Con il divieto le istituzioni, tra cui banche e canali di pagamento online, non possono offrire ai propri clienti alcun servizio relativo alle criptovalute, come ad esempio la registrazione, il trading, la compensazione e il regolamento, secondo un comunicato congiunto di tre organismi del settore diffuso ieri.

"Recentemente i prezzi delle criptovalute sono aumentati vertiginosamente per poi crollare, e il trading speculativo in criptovalute è rimbalzato, infrangendo in maniera grave la sicurezza della proprietà delle persone e turbando il normale ordine economico e finanziario" si legge nel comunicato.

La Cina ha proibito lo scambio di criptovalute e l'Initial coin offering (Ico), ma non ha impedito ai singoli individui di possedere criptovalute.Le istituzioni non possono fornire servizi relativi alle criptovalute né emettere prodotti finanziari connessi alle criptovalute, prosegue il comunicato.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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