Cina, vietati in vendite livestream sex-toys e giornali stranieri

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Image from askanews web site
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Roma, 19 ago. (askanews) - Il Ministero per il Commercio cinese ha diffuso una nuova regolamentazione per l'industria del live-streaming, dichiarando che nei live internet non potranno più essere venduti medicine, apparecchiature di spionaggio, sex-toys e giornali stranieri. Lo segnala oggi il South China Morning Post.

In un momento in cui le autorità di Pechino stanno stringendo il collo al settore dell'e-commerce, con questa regolamentazione vanno a incidere su una delle fasce di mercato a più rapida crescita nel mondo web.

Tra le regole adottate anche quella che impedisce impedito agli under-16 di apparire in live-stream commerciaoi. Inoltre è imposto l'uso della lingua mandarina nelle dirette. Vengono vietati i commenti negativi e le affermazioni dirette a ingannare i consumatori.

Le autorità, ancora, intendono costruire un sistema di credito sociale per gli influencer e per i venditori live-stream, che dovrà essere diffuso attraverso le piattaforme a cura del regolatore.

Il regolamento è stato abbozzato dall'Istituto nazionale cinese per la standardizzazione su richiesta del Ministero del Commercio. Segue una serie di norme già diffuse dall'Amministrazione per il cyberspazio cinese, il ministero del Commercio e l'Amministrazione statale per la regolamentazione di mercato ad aprile.

Il settore delle vendite in live-stream ha avuto un vero e proprio boom grazie a influencer come Austin Li Jiaqi e Viya Huang Wei, che fatturano milioni di yuan su piattaforme come Taobao di Alibaba o anche su Douyin, la versione cinese di TikTok di proprietà di ByteDance. Nel 2020 il giro d'affari di questo comparto è stato valutato dalla società di consulting KPMG in mille miliardi di yuan (131,6 miliardi di euro).

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