Cina, Xi e governo rassicurano settore privato e Big Tech

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Roma, 6 set. (askanews) - Mentre le autorità cinesi continuano a tirare schiaffi contro il settore delle imprese tech, per lo più private, il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato oggi un messaggo distensivo evidenziando l'importanza del settore dell'innovazione tecnologica e dei big data nello sforzo per superare la pandemia Covid-19 e per raggiungere gli obiettivi di sostenibilita dell'Agenda 2030 dell'Onu.

Xi ha parlato in un messaggio destinato all'inaugurazione dell'International Research Center of Big Data for Sustainable Development Goals lanciato dalla Cina come lo stesso presidente aveva promesso all'ultima Assemblea generale delle Nazioni unite.

"L'innovazione tecnologica e l'applicazione die big data aiuteranno la comunità internazionale a superare le difficoltà e a realizzare l'Agenda 2030", ha detto Xi in un discorso che, come di consueto, affronta tematiche generali e s'inquadra su un piano alto del dibattito, ma interviene anche nella cronaca.

A rendere questo messaggio rassicurante più chiaro, poi, è anche intervenuto il vicepremier Liu He. Secondo quanto scrive il South China Morning Post, l'esponente del governo cinese è intervenuto presso un'esposizione tech nella provincia di Hebei e ha assicurato che "non ci sono cambiamenti nei principi e nelle politiche di sostegno all'economia privata: non sono cambiati e non cambieranno in futuro". Il vicepremier ha ricordato che il settore privato ha contribuito "con oltre il 50 per cento al totale delle entrate fiscali, oltre il 60 per cento al Pil, oltre il 70 per cento dell'innovazione tecnologica, oltre l'80 per cento dell'occupazione urbana e rappresenta oltre il 90 per cento delle entità di mercato" della Cina.

Questa rassicurazione, tuttavia, viene dopo che le autorità regolatorie e il governo cinese sono intervenute col pugno di ferro a partire dalla fine dello scorso anno sui Big Tech cinesi, imponendo una serie di multe e regole e producendo frenate secche nelle valutazioni di borsa delle principali compagnie tecnologiche cinesi, che nell'ultimo decennio sono cresciute a dismisura.

Uno dei casi più emblematici è stato alla fine dello scorso anno lo stop all'ultimo momento della quotazione in borsa di Ant Group, il braccio finanziario di Alibaba, che ha fatto saltare un affare da oltre 30 miliardi di dollari. Questo passaggio ha corrisposto anche con una rarefazione della presenza del numero uno di Alibaba, Jack Ma, in precedenza particolarmente sovraesposto.

Una serie di regolamentazioni sul tema della privacy, dell'agibilità del mercato in particolare nel campo delle fintech, della gestione dei big data, poi, ha ulteriormente colpito le aziende tech cinesi. Diverse indagini sono state aperte, l'ultima delle quali contro la società di sharing Didi Chuxing.

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