Cina, zone rurali si affrettano a rafforzare misure anti-Covid

Operatori sanitari assistono i pazienti in una clinica improvvisata all'interno di una palestra, in Cina.

SHANGHAI/PECHINO (Reuters) - Le zone rurali della Cina, di ampia estensione e povere di risorse, si stanno affrettando a potenziare le strutture mediche prima che centinaia di milioni di lavoratori delle fabbriche rincasino presso le proprie famiglie per le vacanze del Capodanno lunare il mese prossimo, tornando dalle città in cui il Covid-19 è in aumento.

Dopo aver imposto per tre anni le norme anti-Covid più rigide al mondo, fatte di 'lockdown' e test incessanti, questo mese la Cina ha invertito la rotta, dirigendosi verso la convivenza con il virus, lasciando il fragile sistema sanitario sopraffatto.

L'abolizione delle restrizioni, che avevano generatodiffuse proteste, implica che il virus si sta diffondendo per lo più senza controllo, infettando probabilmente milioni di persone al giorno, secondo alcuni esperti sanitari internazionali.

La Cina ha ufficialmente riportato ieri un nuovo decesso per Covid, rispetto ai tre di martedì, ma i governi stranieri e molti epidemiologi ritengono che i numeri siano molto più alti e che più di 1 milione di persone potrebbero morire l'anno prossimo.

La Cina ha detto di contare solo i decessi dei pazienti Covid causati da polmonite e insufficienza respiratoria come correlati al virus.

Nella città Chengdu, nel sud-ovest del Paese, le pompe funebri sono state affollate fino a sera ieri, con un flusso costante di auto che entravano in una di esse, pesantemente sorvegliata dal personale di sicurezza.

Un autista di van che lavora per l'agenzia ha detto che le ultime settimane sono state particolarmente impegnative e che "un numero enorme di persone" si trovava all'interno.

Gli ospedali e le pompe funebri delle principali città sono stati sottoposti a forti pressioni, ma il timore principale per la capacità del sistema sanitario di far fronte all'aumento delle infezioni si concentra sulle zone rurali.

Il bilancio ufficiale della Cina - 5.246 morti dall'inizio della pandemia- può essere confrontato con quello di oltre 1 milione di morti negli Stati Uniti. La città di Hong Kong, sotto il controllo di Pechino, ha riportato più di 11.000 decessi.

Gli Stati Uniti, l'India, l'Italia, il Giappone e Taiwan hanno comunicato di voler richiedere i test Covid per i viaggiatori provenienti dalla Cina. Secondo il Telegraph anche la Gran Bretagna starebbe valutando una mossa simile, ma un portavoce del governo ha smentito.

Gli Stati Uniti hanno emesso un'allerta di viaggio ieri, consigliando agli cittadini Usa di "riconsiderare i viaggi in Cina, Hong Kong e Macao" e citando "notizie di un sistema sanitario sovraccarico" e il rischio di nuove varianti.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Claudia Cristoferi)