Cinelli Colombini: Patuanelli attui svolta digitale agricoltura

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 16 feb. (askanews) - "Il neo ministro Patuanelli, che ha lavorato al Mise che nella innovazione, nella connettività e nel green aveva i suoi cardini, ha l'opportunità storica di lasciare una traccia nei secoli: essere l'uomo che può contribuire alla rivoluzione digitale dell'agricoltura italiana". Donatella Cinelli Colombini, presidente della associazione Le donne del vino e imprenditrice vitivinicola (Fattoria del Colle e Casato Prime Donne), in una intervista ad Askanews racconta quali sono le aspettative nei confronti del nuovo governo e del nuovo inquilino di via XX Settembre e le priorità identificate dalla associazione, che dal 1988 promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva e che conta oggi 900 associate in tutte le regioni italiane.

Le parole d'ordine sono connettività e digitalizzazione: oggi "solo una azienda agricola su 16 in Italia è digitalizzata: il neo ministro Patuanelli deve dare un apporto decisivo, interpretando la svolta digitale della agricoltura italiana. E' quello che ci aspettiamo da lui. Ha davanti una crociata, ma è l'uomo che ce la può fare", spiega Cinelli Colombini.

Il problema della connettività internet e della banda larga, che in Italia è ancora a macchia di leopardo, diventa ancora più grave nelle aree rurali. Ed è un problema che non coinvolge solo la produzione, ma anche il turismo "come danno collaterale", rendendo le aziende invisibili. Inoltre, impedisce il ricambio generazionale, perché non si riesce a attrarre i giovani, ma soprattutto impedisce alle aziende agricole di innovare: "senza la connettività non c'è innovazione - spiega Cinelli Colombini - e non si può accedere al Green, al Farm to Fork, a tutte quelle azioni di economia circolare in agricoltura che partono dalle centraline, da una strumentazione elettronica in grado di promuovere una agricoltura di precisione".

Le criticità segnalate dalla associazione Donne del vino sono state raccolte nel corso di un sondaggio in occasione della audizione sul Recovery Fund in commissione Agricoltura alla Camera: oggi in Italia le donne dirigono circa un terzo delle imprese agricole italiane e, pur gestendo solo il 21% della superficie agricola utilizzabile, producono il 28% del Pil agricolo.

Se il problema numero uno è quello del gap digitale, le altre criticità non sono da meno: "innanzitutto le strade e i trasporti. La connettività è una autostrada digitale ma servono anche le infrastrutture fisiche - spiega Cinelli Colombini - La carenza di collegamenti favorisce la marginalizzazione culturale ed economica delle popolazioni rurali e danneggia particolarmente i giovani e le donne".

Poi arrivano le richieste specifiche delle donne, ovvero quelle che riguardano i servizi per la maternità e la parità di genere. "Gli asili nido e i sistemi per l'infanzia costano troppo rispetto ai redditi agricoli - dice Cinelli Colombini - e le donne sono costrette a lasciare il lavoro dopo la nascita del secondo figlio. E poi il gender gap, che esiste e che a questo punto va davvero stimato e risolto: non serve a questo fine favorire le aziende con titolarità femminile, quanto quelle in cui c'è un numero di occupati donne uguale a quello degli occupati uomini, una retribuzione uguale e un accesso alla carriera uguale tra donne e uomini".