Cinema: arriva 'Il cattivo poeta', Sergio Castellitto è Gabriele D'Annunzio (2)

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(Adnkronos/Cinematografo.it) – Tutto quello che si vede è frutto di un grande lavoro storico e filologico. Sono stati recuperati diari e scritti di D’Annunzio, utilizzati poi nella sceneggiatura, e gran parte della documentazione è stata ripresa dal libro dello storico e giornalista Roberto Festorazzi, uscito per la prima volta nel 2005, dal titolo: D’Annunzio e la piovra fascista. Spionaggi al Vittoriale nella testimonianza del federale di Brescia.

Per interpretarlo al meglio Sergio Castellitto si è rasato a zero: “Temevo che non mi sarebbero più ricresciuti i capelli- racconta l’attore-. La sua figura viene raccontata attraverso l’incontro con Comini. Da un lato c’è un uomo che di fronte a sé ha più passato che futuro, dall’altro lato un giovane che al contrario ha più futuro che passato. Ho cercato di non avere paura della grandezza del personaggio. Anche se sono abituato ad interpretare personaggi realmente esistiti. Io invento pure quando c’è da ricostruire qualcosa”.

E Francesco Patanè, qui per la prima volta sul grande schermo (scoperto dal regista perché faceva la spalla, ossia dava le battute ai protagonisti del film, ed era molto bravo), dice: “Mi sono documentato al contrario, cercando di dimenticare tutto quello che sapevo su Gabriele D’Annunzio e di fare tabula rasa. Mi sono liberato di tutto quello che avevo studiato a scuola. Comini arriva al Vittoriale che non ha mai letto nulla di quello che ha scritto il poeta. E D’Annunzio gli permette di aprire gli occhi su una situazione che non aveva compreso pienamente. Questo film ci insegna l’importanza del rimanere aperti nell’ascoltare l’altro e ci ricorda che bisogna avere il coraggio di cambiare idea”.

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