Cinema: dal catering ai dischetti del trucco, nasce il set totalmente ‘green'

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Dalle stoviglie ai dischetti di cotone del trucco, dai cestini del pranzo ai consumi energetici. Nasce in Italia il set cinematografico interamente "green": un progetto ecosostenibile che coinvolge la produzione di un film dal suo inizio alla sua fine. E un’idea di La Casa Rossa e Tenderstories, che hanno pensato ad un innovativo modello di realizzazione di pellicola cinematografica ecologico producendo un "campione zero", che costituisca un punto di partenza per nuovi standard applicabili al mondo del cinema. "L’obiettivo era cercare di mettere su un protocollo green -spiega il Customer Project Engeneer Marco Sandrucci- Siamo partiti da un progetto pilota, e quando si sperimentano nuove applicazioni bisogna avere l’umiltà di partire con un progetto contenuto per poi intervenire meglio sulle variabili che entrano in gioco".

Il passaggio fondamentale, spiegano gli ideatori, era quello "di formare il personale ed educarlo alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente che ci circonda, attraverso una gestione controllata delle risorse, limitando gli sprechi, applicando una corretta differenziazione dei rifiuti e limitando tutti quei materiali e strumenti ad alto inquinamento". La prima applicazione del progetto è all’interno del film ‘Ghiaccio’ di Alessio Leonardis e Fabrizio Moro. Un progetto pilota che la Luiss Business School ha ‘accompagnato’ da un punto di vista scientifico e che rappresenta il frutto di un percorso di innovazione sia manageriale che sociale.

"Un set può inquinare tantissimo, perché sul posto ci sono a volte anche 150 persone. Se pensiamo ad una bottiglietta di plastica ognuno, sono già 150 bottigliette. Per non parlare del trucco, delle posate, dei bicchieri. Un set inquina davvero tantissimo". Lo afferma l’attore Vinicio Marchioni, uno dei protagonisti del video proiettato oggi a Roma nel corso della presentazione del progetto Eco set, di La Casa Rossa e Tenderstories, che ha ideato un protocollo totalmente green sui set cinematografici.

"Ci stiamo accorgendo sempre più della gravità dell’inquinamento -gli fa eco l’attore Giacomo Ferrara- Per me la natura ha un senso molto profondo e viscerale perché è casa, sono nato nel parco della Majella, e sono consapevole dell’importanza di lavorare in un ambiente ecosostenibile". L’approccio "più naturale e veloce" per realizzare un film la cui lavorazione fosse interamente ecosostenibile "è stato quello relativo al catering -spiega Beniamino Giampaolo, Ceo di MakeGreen, uno dei partner dell’iniziativa, che ha preso piede con il film ‘Ghiaccio di Alessio Leonardis e Fabrizio Moro.

E' stato ipotizzato un catering "con materie prime biologiche ed equosolodali, allevamenti non intensivi, porzioni corrette per evitare gli sprechi"., dice ancora Giampaolo. Non sempre è stato facile. Un aneddoto per tutti: "A Roma, quando abbiamo stilato un possibile menu ‘green’, la gente rispondeva ‘io me vojo magnà la carbonara’. Poi abbiamo provato a proporre l’hamburger di ceci, e dopo una settimana lo chiedevano sempre. Non è stato facile, non ci siamo fermati e stiamo andando avanti", conclude Giampaolo.

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