Cinema, Dante Ferretti: "Conquistai Scorsese piatto di spaghetti alle vongole"

(Adnkronos) - "Per il suo compleanno ho inviato a Martin Scorsese un semplice messaggio di auguri. Ho collaborato con il grande regista per nove film. Si è sempre fidato di me, mi dava carta bianca. Parlavamo pochissimo ed era sempre soddisfatto del mio lavoro. 'Welcome on board', mi diceva, e si cominciava a girare". Con queste parole Dante Ferretti, massimo scenografo italiano, 7 nomination e tre Premi Oscar ('The Aviator' e 'Hugo Cabret' firmati da Scorsese e 'Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street' di Tim Burton), 5 Bafta Awards, 4 David di Donatello, 13 Nastri d'argento accanto a molti altri prestigiosi riconoscimenti, ricorda con l'Adnkronos il maestro italoamericano che oggi compie 80 anni.

"Galetto fu il set di Federico Fellini mentre girava 'La città delle donne' - ricorda ancora Dante Ferretti - Martin Scorsese con Isabella Rossellini, che avrebbe poi sposato, era in Italia per conoscere il celebre regista. Martin mi chiamò in America dopo 'Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam, il primo film fu L'età dell'innocenza, Gabriella Pescucci vinse il suo primo Oscar per i costumi". Un sodalizio artistico, quello con Martin Scorsese, formato soprattutto da una straordinaria trinità, di cui fa parte anche la moglie di Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo, costumista e scenografa, anche lei pluripremiata. "Bravissima e stimatissima da Martin, siamo sempre andati molto d'accordo", aggiunge Ferretti.

E ricorda un curioso aneddoto. "Convinsi Martin Scorsese a girare 'Gangs of New York' dinanzi ad un piatto di spaghetti alle vongole - ricorda con il sorriso Dante Ferretti- Eravamo insieme al Festival del Cinema di Venezia durante la presentazione del suo documentario sul cinema italiano 'Il mio viaggio in Italia' accanto ad Armani. Con il suo aereo personale, prima di raggiungere New York, mi diede uno strappo a Ciampino. Gli chiesi di fermarsi per qualche ora a Roma- continua Ferretti - Pranzo alla Cascina e poi visita blindata negli studios di Cinecittà. Martin accettò di girare il film in Italia. Preparai modellini e disegni, li portai a New York e dopo 4 mesi cominciarono le riprese. 'Great, great, thank you very much', mi ripeteva. Poche parole, di consacrazione".