Cinema: 'Genitori vs Influencer' di Michela Andreozzi, dal 4 aprile su Sky (2)

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(Adnkronos/Cinematografo.it) – “Racconto un padre che vuole proteggere sua figlia dal diventare un influencer e finisce per farlo suo malgrado – dice la regista-. Mi ero sempre occupata del tema delle madri e mai dei padri. Qui descrivo quel passaggio meraviglioso e terribile che è l’adolescenza, nel quale si rompe il cordone ombelicale tra genitori e figli, e parlo dei social che ormai fanno parte ormai della nostra vita”.

Ma Volo, come il professore di filosofia che interpreta nel film, considera gli influencer “fuffa mischiata con il niente”? “L’influencer è un lavoro meraviglioso – risponde – Poi lo si può fare sui social o, come faccio io, in radio. E’ il messaggio che viene veicolato a fare la differenza. Si possono dare informazioni sui libri, su come nutrirsi e via dicendo”. Ginevra Francesconi definisce i social “un mezzo di comunicazione potentissimo”. Mentre Giulia De Lellis li paragona alla televisione: “Una storia su Instagram può avere tante visualizzazioni quanto lo share di un programma tv in prima serata”.

Hashtag, blastare, shitstorm, challenge e così via: sono tanti i termini social presenti nel film. “Ci siamo divertiti a intrecciare la realtà con il macro linguaggio di questi nuovi mezzi di comunicazione”, dice la regista, che poi precisa: “E’ stato naturale usare questa terminologia e ci siamo divertiti poi a spiegarla”. Altro termine molto in voga è haters ovvero quegli odiatori di professione, con le dita sempre pronte sulla testiera per digitare le peggiori malignità. Ne avete? “Certo. Talvolta i commenti negativi mi condizionavano la giornata, ma spesso vengono anche da profili fake”, risponde la Andreozzi. E Giulia De Lellis, che di haters nel web ne ha parecchi, racconta: “Io li evito da vent’anni. Cerco di nutrirmi di altri sentimenti e mi lascio confortare dalle persone che mi sostengono”.