Cinema in lutto, è morto Jean-Paul Belmondo

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L'attore francese Jean-Paul Belmondo è scomparso all'età di 88 anni: lo riporta l'Agence France Presse.

Belmondo è morto nella sua casa di Parigi, ha precisato il suo avvocato, Michel Godest, citato dalla France Presse. "Era molto affaticato da qualche tempo. Si è spento serenamente", ha precisato il legale.

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Nato a Neuilly sur Seine, alle porte di Parigi, aveva sangue italiano nelle vene. Il padre era uno scultore di buona fama, Paolo Raimondo. Dopo un esordio a teatro, Belmondo si fece apprezzare come "jeune premier" in "Peccatori in Blue Jeans" di Marc Allegret (1958). Veste i panni di Michele ne "La ciociara" di Vittorio De Sica e poi di Amerigo ne "La viaccia" di Mauro Bolognini (1961).

Nel cinema poliziesco combatte la grande battaglia per la popolarità con Alain Delon. Belmondo recita con Claude Sautet in "Asfalto che scotta'"(1960), "Quello che spara per primo" di Jean Becker (1961), "Quando torna l'inverno" di Henri Verneuil (1962), fino a "Lo spione" del maestro Jean Pierre Melville, lo stesso che porterà a vette assolute Delon in "Frank Costello". 

Conquista i francesi ed il suo rivale Delon che gli propone di recitare insieme, nel 1970 con "Borsalino", successo planetario e inizio di una quarta fase nella carriera di Belmondo che lavora con tutti i registi più apprezzati e popolari, da Claude Lelouch a Francois Truffaut ('La mia droga si chiama Julie"). 

Sposato due volte con la ballerina Elodie che gli ha dato tre figli e l'attuale compagna Natty, incarna lo spirito francese più nazionalista e orgoglioso. Nel 1989 è Premio Cesar come miglior attore nel 1989 per "Una vita non basta" di Claude Lelouch. 

Nel 2001 è stato colpito da un ictus e per otto anni è scomparso da ogni apparizione pubblica. Ma con incrollabile forza di volontà si è ripreso, dando il via a una nuova fase della vita, idealmente sancita nel 2011 dalla consegna della Palma d'oro alla carriera a Cannes.

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Biennale, "Lo ricordiamo con affetto e ammirazione"

Il Presidente, il Consiglio di amministrazione, il Direttore della Mostra del Cinema e la Biennale di Venezia tutta "ricordano con grande affetto e ammirazione l'attore Jean-Paul Belmondo, icona del cinema francese e internazionale, e primo straordinario interprete dello spirito di modernità tipico della Nouvelle Vague".

Jean-Paul Belmondo è stato presente alla Mostra di Venezia fin dagli inizi della sua carriera, proprio con alcuni capolavori della Nouvelle Vague, quali "A doppia mandata" (À double tour,1959) di Claude Chabrol e "Il bandito delle 11" (Pierrot le fou, 1965) di Jean-Luc Godard.  

Alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica del 2016 è stato premiato con il Leone d'oro alla carriera. Nella motivazione del riconoscimento, il direttore Alberto Barbera aveva dichiarato: "Un volto affascinante, una simpatia irresistibile, una straordinaria versatilità, che gli ha consentito di interpretare di volta in volta ruoli drammatici, avventurosi e persino comici, e che hanno fatto di lui una star universalmente apprezzata, sia dagli autori impegnati che dal cinema di intrattenimento".

Anche Macron omaggia Belmondo: "Patrimonio nazionale"

"Resterà per sempre 'Le Magnifique' (Il Magnifico, ndr). Jean-Paul Belmondo era un patrimonio nazionale, pieno di brio e risate, toni forti e fisico svelto, eroe sublime e figura famigliare, infaticabile temerario e mago delle parole. In lui, ci riunivamo tutti": lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un tweet in omaggio a Belmondo.

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