Cinema, muore Vito Annicchiarico: testimone di Roma Città Aperta

Image from askanews web site
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Roma, 5 ago. (askanews) - E' deceduto stamattina alle 6 in ospedale Vito Annicchiarico, il piccolo 'Marcello' del film 'Roma Città Aperta'. Classe 1934, non ha retto alla perdita di sua moglie, ed è andato via a cinque mesi di distanza dalla scomparsa della sua Maria. Ultimo testimone della grande opera di Roberto Rossellini aveva saputo mantenere i legami con la famiglia Venturini (finanziatrice della pellicola), e con i figli di Teresa Gullace, Mario e Umberto.

Annichiarico lascia tre figli e tre nipoti. I funerali si terranno lunedì mattina alle 10 nella parrocchia San Fedele, in via Mesula, a Pietralata. Il critico cinematografico Adriano Aprà definì Vito Annichiarico "un signore dai modi gentili con una memoria di ferro" che era inciampato nel cinema mentre faceva lo sciuscià nel dopoguerra a Roma, ultimo testimone del grande film di Roberto Rossellini. "E' come se lo avesse portato via il vento...", dice adesso chi gli è rimasto vicino fino all'ultimo.

La biografia di Annichiarico non può che iniziare da quando Rossellini vide Annichiarico a largo del Tritone, angolo via Macelli, mentre aspettava che arrivasse qualche soldato americano per farsi pulire le scarpe e se ne innamorò subito. Era un bambino talmente bello. E di lui disse in seguito alla sua troupe: "Oh sto ragazzino è un fenomeno". Lo portò a farlo conoscere alla contessa Chiara Politi, che sarebbe stata la prima finanziatrice del progetto del film nei locali di via Crispi. Ma con la scusa che gli avrebbero offerto di pulire 40 paia di scarpe. Con la contessa, c'erano anche nella sede della Cis Nettunia lo sceneggiatore Sergio Amidei e il ballerino Harry Feist che interpretò il maggiore della Gestapo Fritz Bergmann.

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