**Cinema: Patricia Gucci contro il film, 'memoria mio padre calunniata, non posso tacere'**

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Roma, 25 mar. (Adnkronos) – "Dopo aver visto le immagini in anteprima di 'House of Gucci', che uscirà a novembre, non posso stare a guardare. Mio padre – Aldo Gucci, che ha trasformato Gucci da un unico negozio a Firenze a un fenomeno globale durante i suoi 30 anni come Presidente – è ritratto come un minuscolo delinquente sovrappeso, quando in realtà era alto, magro e con gli occhi azzurri. Era la personificazione dell'eleganza, applaudito da reali, capi di stato e leggendarie star di Hollywood". Patricia Gucci non ci sta, e in un lungo post su Facebook si scaglia contro il film sulla sua famiglia, 'House of Gucci', criticando aspramente il ritratto del padre che ne emerge.

"Nel film -scrive la Gucci- è interpretato da Al Pacino, l'attore noto per il suo ruolo in Il Padrino come gangster e Scarface come spacciatore, in cui stigmatizza generazioni di italiani e latini. La sceneggiatura è basata su un libro di un autore che non ha mai incontrato mio padre ed è incentrato su Patrizia Reggiani (interpretata da Lady Gaga, ndr)-un'assassina condannata- e mio cugino Maurizio Gucci, che ha spietatamente messo da parte suo zio in una scalata ostile prima di mandare all'aria l'attività. Vederli glorificati dall'Olimpo di Hollywood e dall'acclamato regista Ridley Scott è incomprensibile".

Maurizio Gucci, scrive ancora Patricia, "doveva tutto a mio padre, che da giovane lo prese sotto la sua ala protettrice e lo trattò come un figlio. Aldo Gucci non è stato impeccabile. Aveva un carattere leggendario e governava con il pugno di ferro. La sua tenacia era pari a una lealtà eterna alla sua famiglia, e si è guadagnato il rispetto di tutti coloro che hanno lavorato con lui, me compresa. Molte persone devono la loro carriera a lui. Il successo di Gucci, e del franchise Made in Italy che ha contribuito a lanciare innumerevoli marchi nel corso degli anni, è in gran parte dovuto a lui".