Cinema, teatri, stadi, discoteche: signori, lunedì si riapre davvero

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Da sinistra, in alto, l'ingresso del teatro alla Scala, un cinema con capienza ridotta, una discoteca, uno stadio (Photo: Ansa-Getty)
Da sinistra, in alto, l'ingresso del teatro alla Scala, un cinema con capienza ridotta, una discoteca, uno stadio (Photo: Ansa-Getty)

A passi spediti verso una quasi normalità. Da domani, 11 ottobre, cinema, teatri, e musei ripartono a capienza piena. Tutte le sedie potranno essere occupate nelle sale, e per mostre e musei salterà il contingentamento imposto dal metro di distanza. Riaprono poi le discoteche e sarà ampliata la capienza negli stadi. La pandemia non è finita, ma la buona copertura vaccinale - proprio ieri è stata raggiunta la soglia dell′80% di over 12 immunizzati - e l’introduzione del green pass stanno dando i loro frutti. E il mondo della cultura, fortemente penalizzato da quasi due anni di chiusure o limitazioni, può tirare un sospiro di sollievo.

Esultano i vertici di teatri e musei, e anche gli artisti, da Nord a Sud. “Sono felicissimo. È una cosa che aspettavamo, il risultato e la diretta conseguenza delle politica di vaccinazioni che consente di avere maggiore sicurezza e libertà. Noi siamo pronti”, ha detto Valentino Nizzo, direttore Museo Etrusco di Villa Giulia, a Roma. La Scala di Milano è pronta a tornare al 100%, il primo spettacolo a capienza piena ci sarà già domani. Gli spettatori del Barbiere di Siviglia saranno i pionieri di questo nuovo corso. Al teatro Massimo di Palermo, invece, dal 15 ottobre andrà in scena “Il pirata” di Bellini. Per la regione che dopo settimane torna in bianco il segnale positivo è doppio. ”È arrivato il momento che aspettavamo da tanto tempo - commenta Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo - è un passo fondamentale per il ritorno alla normalità e alla gioia di incontrarsi numerosi a Teatro. Abbiamo attraversato un periodo inimmaginabile che ha messo a dura prova la tenuta di tutto il sistema dell’arte, della musica e dello spettacolo. Ma i teatri sono rimasti dei luoghi sicuri e gli artisti hanno dato una grande prova di resistenza e di responsabilità. È una festa poter accogliere di nuovo tutto il nostro pubblico”.

E così, da domanì, potremo riprendere a fare tutto ciò che il Covid ci aveva tolto, quasi nelle modalità pre-pandemia. Quasi, perché resta l’obbligo di mascherina all’interno e di misurazione della temperatura. Chi vuole entrare nei luoghi dello spettacolo, della cultura, dello sport e nelle sale da ballo - ma dal 15 ottobre anche chi deve andare a lavoro - dovrà, lo ricordiamo, essere munito di green pass. Quasi, perché la capienza del 100% sarà valida solo in zona bianca (in zona gialla resta il 50%) e solo per cinema e teatri. Le discoteche, le attività forse più penalizzate da questa pandemia, riaprono ma per loro - sempre in zona bianca - l’asticella è fissata al 50% al chiuso e al 75% all’aperto e sarà necessario un impianto di aerazione adeguato. Aumenta la capienza per gli stadi e i luoghi dove si assiste allo sport, ma il 100% ancora non è possibile: così la percentuale passa dal 50% al 60% al chiuso e 75% all’aperto.

Non è il mondo pre-Covid, ma i passi in avanti sono grandi e importanti. E diventano più significativi se si torna con la mente a come stavano le cose un anno fa. Questi giorni d’ottobre, nel 2020, erano le ultime settimane prima di una lunghissima chiusura per cinema e teatri. Dopo un’estate spensierata in cui le terapie intensive erano state a un passo dall’essere del tutto vuote, il virus stava riprendendo vigore. I vaccini ancora non erano disponibili, i malati aumentavano, gli ospedali si riempivano di nuovo e di lì a poco la seconda ondata di Covid avrebbe preso il sopravvento, costringendo il governo a nuove chiusure per arginare il contagio, nei limiti del possibile. Il 24 ottobre, c’era ancora il governo Conte bis, con un decreto del presidente del Consiglio venivano introdotte le restrizioni in base alle regioni. Dai primi di novembre la cartina dell’Italia si colorava ogni settimana di gradazioni diverse: giallo, arancione, rosso, in base al livello di diffusione del contagio e alla capacità delle strutture sanitarie di accogliere i malati di Covid. Tante attività avrebbero chiuso le loro porte. Alcune - come i ristoranti - per riaprirle solo quando la loro regione sarebbe stata gialla. Altre, come cinema, teatri e sale da concerto, avrebbero dovuto aspettare fine aprile. Dal 26 di quel mese il governo si è assunto il “rischio ragionato”, per citare Mario Draghi, di riaprire. Attività dopo attività, settore dopo settore, tenendo sempre un occhio all’andamento della curva del contagio e alla percentuale di vaccinati.

Da domani ottobre un altro importante passo. E, se le condizioni epidemiologiche resteranno quelle che conosciamo ora, la nuova normalità sarà davvero a portata di mano.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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