Cinema: 'Una bicicletta' che corre per il futuro, quella di Haifa Al Mansour

Roma, 27 nov. (Adnkronos/Cinematografo.it) - La bicicletta verde sta girando. Prima a Venezia (sezione Orizzonti), poi a Torino (Film Lab), tra qualche giorno a Roma (sara' l'apertura di Tertio Millennio Film Fest, il 4 dicembre, sala Trevi). Il 6 dicembre approdera' in 15 delle nostre sale (ma l'Academy 2 spera di triplicarne le copie in una settimana, dovesse esserci richiesta da parte del pubblico) e non solo: i diritti di circuitazione sono gia' stati venduti in Islanda, Belgio, Svezia, Regno Unito, Francia, solo per dire dell'Europa. Non mancano i motivi per sorridere ad Haifa Al Mansour, prima regista donna dell'Arabia Saudita.

Del resto, l'essere riuscita a realizzare un lungometraggio nel paese in cui alle donne non e' permesso nemmeno di andare in bicicletta era di per se' la madre di tutte le soddisfazioni. Ne sono arrivate altre invece e adesso e' lecito sperare anche di piu': "In Arabia Saudita il film non e' stato ancora visto ma mi auguro non abbia problemi di censura. E' vero, non esistono sale, ma dalla nostra parte c'e' una societa' di produzione che sta lavorando alacremente perche' il film (la Razor Film, ndr) abbia passaggi televisivi e un'adeguata distribuzione homevideo. Il mercato dei dvd da noi e' molto florido".

'La bicicletta verde' vanta il patrocinio di Amnesty International e accanto alla regista, nella presentazione alla stampa avvenuta oggi a Roma, siede Riccardo Nour, portavoce di Amnesty per l'Italia. Eppure Haifa Al Mansour e' lontana dal cliche' dell'artista battagliera e politicamente impegnata.

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