Cinghiali, Coldiretti: autostrada chiusa da 10mila incidenti/anno -2-

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Roma, 10 nov. (askanews) - La proliferazione senza freni degli animali selvatici - continua la Coldiretti - sta mettendo anche a rischio l'equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Studi ed esperienze relative all'elevata densità dei cinghiali in aree di elevato pregio naturalistico hanno mostrato notevoli criticità in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione forestale. Proprio le modalità di ricerca di cibo attraverso una cospicua attività di scavo ben visibile sui campi coltivati provoca, infatti, anche su superfici naturali - spiega la Coldiretti - notevoli danni alla biodiversità.

Serve un piano straordinario per garantire la sicurezza nelle città e nelle campagne secondo la Coldiretti che ha presentato un pacchetto di proposte nella manifestazione nazionale in Piazza Montecitorio lo scorso giovedi 7 novembre con l'adesione di centinaia di Sindaci, dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e delle associazioni dell'ambientalismo e dei consumatori come Symbola, Terranostra, Federparchi, Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Centro Consumatori Italia, Aiab, Associazione per l'agricoltura biodinamica e Legambiente che ha condiviso le preoccupazioni alla base dell'iniziativa. Ai rappresentanti del Governo e del Parlamento di tutti gli schieramenti presenti il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha illustrato un pacchetto di misure da tradurre in un emendamento alla legge di Bilancio finalizzato a semplificare le norme che consentano alle regioni di mettere a punto piani per il contenimento dei cinghiali e della fauna selvatica. La norma che assegna la competenza alle Regioni - secondo il presidente di Coldiretti - è fondamentale per dare certezze alle imprese agricole e garantire il futuro agli agricoltori. Si deve andare oltre alla caccia per dare risposte strutturali che consentano di ripristinare l'equilibrio ambientale che è stato visibilmente compromesso anche con l'intervento di personale specializzato. Apprezziamo gli impegni assunti dai parlamentari di tutti gli schieramenti - ha concluso Prandini - nel sottolineare pero' che se le commissioni parlamentari, dall'Agricoltura all'ambiente e alle Finanze, non voteranno il provvedimento torneremo in piazza ma questa volta non in modo così pacifico perché "siamo esasperati".