Cinque cose che forse non si sanno sull'ospedale Bambino Gesù

sonia montrella
L'ospedale pediatrico Bambino Gesù compie 150 anni, ma non li dimostra affatto. Centro d'eccellenza in Europa per la cura e la sperimentazione clinica, nel 2019 sarà inaugurato un Centro per le cure palliative pediatriche in via Aurelia e partiranno i lavori per la costruzione di un Centro per la cura dei tumori e i trapianti in viale di Villa Pamphilj, oltre che per l'ampliamento della sede di Palidoro. “Il futuro è una storia di bambini”, recita lo slogan scelto per le celebrazioni del 150imo anniversario, un motto che sembra racchiudere appieno lo spirito dell'ospedale: da una parte l'assistenza dei bambini, dall'altra lo sguardo rivolto al futuro per assicurare sempre ai più piccoli la terapia più adatta e all'avanguardia. Una storia che parte da un salvadanaioMa com'è nato l'ospedale Bambino Gesù? A Roma, come nel resto d'Italia nella seconda metà dell'Ottocento, i piccoli malati vengono spesso ricoverati, senza attenzioni specifiche, nelle stesse corsie d'ospedale degli adulti. La duchessa Arabella Salviati, colpita dalla condizione di disagio in cui versano i piccoli e poveri infermi della città, coltiva l'idea di un ospedale per i bambini sul modello dell'Hopital des Enfants Malades di Parigi.Il progetto è sostenuto dal marito, il duca Scipione e incoraggiato dall'entusiasmo generoso dei piccoli Salviati che in occasione del compleanno della mamma, le regalano il "dindarolo" con i loro risparmi – conservato oggi in una teca dell'ospedale - per destinarli al progetto. Il 19 marzo 1869, in una piccola stanza di via delle Zoccolette, a due passi dal Tevere, vengono accolte quattro bambine affidate alla cura di due medici e delle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli.Nasce così il primo nucleo dell'Ospedale intitolato al Bambino Gesù per espressa concessione di papa Pio IX che scriverà sul documento conservato nell'archivio storico dell'ospedale: "Dio benedica il buon pensiero, lo consolidi e perfezioni”. Quel salavadanaio è ancora oggi conservato in ospedale, a ricordo di quel primo gesto di solidarietà, cui seguirono una rete di donazioni diventate anno dopo anno 'mattoni' di solidarietà per costruire il Bambino Gesù. Le prime pazientiErano quattro bambine colpite da scrofola (una forma di tubercolosi), le prime degenti dell'ospedale, curate da quattro suore vincenziane, tre medici, tre infermieri e un portantino in una stanza accanto all'orfanotrofio dei Santi Crescenzio e Crescentino. Tutti i numeri del Bambino GesùDa quattro letti nel 1896 oggi si contano in totale 607 posti letto, 28 mila ricoveri ogni anno, 29 mila procedure chirurgiche e interventistiche, 339 trapianti, 22mila giornate di day hospital, 84 mila accessi al pronto soccorso e oltre un milione e 900 mila prestazioni ambulatoriali. Il Centro per le malattie rare del Bambino Gesù vede ogni anno più di 13 mila pazienti. Le piattaforme genomiche e le competenze bioinformatiche sviluppate presso i laboratori di san Paolo hanno permesso negli ultimi anni di fornire risposte diagnostiche in oltre il 50% dei malati rari o ultra-rari affetti da malattie rare orfane di diagnosi, grazie anche all'utilizzo di piattaforme per l'analisi genomica di ultima generazione. Oltre 700 persone sono impegnate nella ricerca scientifica. Unico in EuropaIl Bambino Gesù è l'unica struttura ospedaliera europea in grado di rispondere a tutte le esigenze trapiantologiche in età pediatrica: cuore, midollo, cornea, compresa l'attività di trapianto da vivente che riguarda fegato e rene. Perché “l'ospedale del papa”A Roma il Bambino Gesù è noto come "ospedale del papa", il segno di un legame speciale avviato nel 1924 quando la famiglia Salviati, per il crescere delle dimensioni e del servizio prestato e nell'ottica di garantirne un futuro stabile, dona l'ospedale, comprensivo della struttura di S. Marinella, a Papa Pio XI. Nel frattempo, infatti, il Bambino Gesù si è ingrandito acquisendo nuovi spazi: nel 1887 dalla sede di via delle Zoccolette si trasferisce sul colle del Gianicolo, in una parte dell'antico convento di Sant'Onofrio. Nel 1917, la Regina Elena di Savoia affida alla duchessa Maria Salviati la colonia di Santa Marinella, Villa Iolanda, che viene finalizzata alla cura dei bambini malati di tubercolosi.Nel corso del tempo i pontefici hanno sempre visitato l'ospedale, a cominciare da Papa Giovanni XXIII nel 1958: è la prima visita ufficiale di un papa. Nel 1978 Papa Paolo VI affida all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù una vasta area a Palidoro, sul litorale romano, con tre padiglioni gestiti dalla Pontificia Opera di Assistenza. Nasce così la sede di Palidoro che, nell'arco di pochi anni, si afferma come centro di assistenza medico chirurgica di avanguardia.

L'ospedale pediatrico Bambino Gesù compie 150 anni, ma non li dimostra affatto. Centro d'eccellenza in Europa per la cura e la sperimentazione clinica, nel 2019 sarà inaugurato un Centro per le cure palliative pediatriche in via Aurelia e partiranno i lavori per la costruzione di un Centro per la cura dei tumori e i trapianti in viale di Villa Pamphilj, oltre che per l'ampliamento della sede di Palidoro. “Il futuro è una storia di bambini”, recita lo slogan scelto per le celebrazioni del 150imo anniversario, un motto che sembra racchiudere appieno lo spirito dell'ospedale: da una parte l'assistenza dei bambini, dall'altra lo sguardo rivolto al futuro per assicurare sempre ai più piccoli la terapia più adatta e all'avanguardia.

Una storia che parte da un salvadanaio

Ma com'è nato l'ospedale Bambino Gesù? A Roma, come nel resto d'Italia nella seconda metà dell'Ottocento, i piccoli malati vengono spesso ricoverati, senza attenzioni specifiche, nelle stesse corsie d'ospedale degli adulti. La duchessa Arabella Salviati, colpita dalla condizione di disagio in cui versano i piccoli e poveri infermi della città, coltiva l'idea di un ospedale per i bambini sul modello dell'Hopital des Enfants Malades di Parigi.

Il progetto è sostenuto dal marito, il duca Scipione e incoraggiato dall'entusiasmo generoso dei piccoli Salviati che in occasione del compleanno della mamma, le regalano il "dindarolo" con i loro risparmi – conservato oggi in una teca dell'ospedale - per destinarli al progetto. Il 19 marzo 1869, in una piccola stanza di via delle Zoccolette, a due passi dal Tevere, vengono accolte quattro bambine affidate alla cura di due medici e delle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli.

Nasce così il primo nucleo dell'Ospedale intitolato al Bambino Gesù per espressa concessione di papa Pio IX che scriverà sul documento conservato nell'archivio storico dell'ospedale: "Dio benedica il buon pensiero, lo consolidi e perfezioni”. Quel salavadanaio è ancora oggi conservato in ospedale, a ricordo di quel primo gesto di solidarietà, cui seguirono una rete di donazioni diventate anno dopo anno 'mattoni' di solidarietà per costruire il Bambino Gesù.

Le prime pazienti

Erano quattro bambine colpite da scrofola (una forma di tubercolosi), le prime degenti dell'ospedale, curate da quattro suore vincenziane, tre medici, tre infermieri e un portantino in una stanza accanto all'orfanotrofio dei Santi Crescenzio e Crescentino.  

Tutti i numeri del Bambino Gesù

Da quattro letti nel 1896 oggi si contano in totale 607 posti letto, 28 mila ricoveri ogni anno, 29 mila procedure chirurgiche e interventistiche, 339 trapianti, 22mila giornate di day hospital, 84 mila accessi al pronto soccorso e oltre un milione e 900 mila prestazioni ambulatoriali. Il Centro per le malattie rare del Bambino Gesù vede ogni anno più di 13 mila pazienti. Le piattaforme genomiche e le competenze bioinformatiche sviluppate presso i laboratori di san Paolo hanno permesso negli ultimi anni di fornire risposte diagnostiche in oltre il 50% dei malati rari o ultra-rari affetti da malattie rare orfane di diagnosi, grazie anche all'utilizzo di piattaforme per l'analisi genomica di ultima generazione. Oltre 700 persone sono impegnate nella ricerca scientifica.

Unico in Europa

Il Bambino Gesù è l'unica struttura ospedaliera europea in grado di rispondere a tutte le esigenze trapiantologiche in età pediatrica: cuore, midollo, cornea, compresa l'attività di trapianto da vivente che riguarda fegato e rene.

Perché “l'ospedale del papa”

A Roma il Bambino Gesù è noto come "ospedale del papa", il segno di un legame speciale avviato nel 1924 quando la famiglia Salviati, per il crescere delle dimensioni e del servizio prestato e nell'ottica di garantirne un futuro stabile, dona l'ospedale, comprensivo della struttura di S. Marinella, a Papa Pio XI. Nel frattempo, infatti, il Bambino Gesù si è ingrandito acquisendo nuovi spazi: nel 1887 dalla sede di via delle Zoccolette si trasferisce sul colle del Gianicolo, in una parte dell'antico convento di Sant'Onofrio. Nel 1917, la Regina Elena di Savoia affida alla duchessa Maria Salviati la colonia di Santa Marinella, Villa Iolanda, che viene finalizzata alla cura dei bambini malati di tubercolosi.

Nel corso del tempo i pontefici hanno sempre visitato l'ospedale, a cominciare da Papa Giovanni XXIII nel 1958: è la prima visita ufficiale di un papa. Nel 1978 Papa Paolo VI affida all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù una vasta area a Palidoro, sul litorale romano, con tre padiglioni gestiti dalla Pontificia Opera di Assistenza. Nasce così la sede di Palidoro che, nell'arco di pochi anni, si afferma come centro di assistenza medico chirurgica di avanguardia.