Cinque soldati italiani feriti in Iraq

Nuccia Bianchini

A due giorni dall'anniversario della strage di Nassiriya, in Iraq, cinque militari italiani sono rimasti feriti nell'esplosione di un ordigno improvvisato su una strada vicino Kirkuk. I soldati, tutti appartenenti alle Forze Speciali, sono stati ricoverati presso l'ospedale militare di Baghdad, non sono in pericolo di vita, ma versano in gravi condizioni. Ad almeno uno, un sottufficiale dell'esercito, è stata amputata una gamba, un altro ha subito lesioni interne, un terzo, un giovane ufficiale della Marina militare, ha subito un danno al piede

Iraq: 5 militari italiani coinvolti nell'esplosione di un IED. Tutti ricoverati in ospedale. Tre militari in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. Il Capo SMD #GenVecciarelli segue l'evolversi della situazione.https://t.co/oZcO6mFAdt

— Forze Armate StatoMaggioreDifesa (@SM_Difesa) 10 novembre 2019

Prima Parthica, la missione italiana in Iraq

Un attentato che ricorda quello, gravissimo, accaduto il 12 novembre 2003, a Nassiriya che fece 28 morti, dei quali 19 italiani e nove iracheni. I militari italiani sono in Iraq nel quadro della missione Prima Parthica, che opera nell'ambito dell'operazione internazionale per fornire assistenza e addestramento alle forze irachene che stanano le ultime, mai completamente sopite, realtà del Daesh, l'autoproclamato Califfato.

L'Iraq è ancora tutt'altro che pacificato e in queste ultime settimane ci sono manifestazioni antigovernative che sono le piu' imponenti dal 2003, quando il regime di Saddam Hussein crollò dopo l'intervento militare Usa. I manifestanti e le forze di sicurezza si sono scontrati anche nelle ultime ore nel centro della capitale, trasformato in un campo di battaglia saturo di gas lacrimogeni.

Da settimane la tensione è altissima, la disobbedienza paralizza strade, infrastrutture petrolifere e amministrazioni; e la protesta si va sempre piu' canalizzando contro Teheran, percepito come un a presenza ingombrante per le continue interferenze nella politica interna. L'ondata di manifestazioni e violenze, cominciata il 1 ottobre, per chiedere la caduta di un governo considerato corrotto e incompetente, ha causato piu' di 300 morti.

Il movimento di protesta inizialmente è stato innescato dalla richiesta di lavoro e servizi migliori. Ora i manifestanti chiedono anche le dimissioni di tutti i leader politici e un totale rinnovamento del sistema politico nato dopo la caduta del dittatore.

Per cercare di placare le proteste, il primo ministro, Adel Abdelmahdi, sabato ha annunciato una serie di riforme, tra cui il dimezzamento del salario degli alti funzionari del governo: sono risorse che si aggiungeranno, ha spiegato, a quelle già approvate dall'esecutivo, che però per ora non hanno disattivato la mobilitazione nelle strade.

Abdelmahdi ha ammesso comunque che le manifestazioni sono riuscite a fare pressioni sulle forze politiche e sulle autorità giudiziarie, legislative ed esecutive perché "correggano la strada" e "accettino i cambiamenti". I manifestanti chiedono profonde riforme in tutto il sistema di potere, che considerano corrotto e settarie. E non è detto che le ultime promesse possano bastargli. 

I particolari in una nota della Difesa

"L'ordigno esplosivo artigianale - dice la nota del ministero della Difesa - è detonato al passaggio di un team misto di Forze Speciali italiane in Iraq. Il team stava svolgendo attività di mentoring and training a beneficio delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta al Daesh".

"I cinque militari coinvolti dall'esplosione - si legge ancora - sono stati prontamente soccorsi, evacuati con elicotteri Usa facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale Role 3 dove stanno ricevendo le cure del caso. Tre dei cinque militari versano in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. Le famiglie dei militari sono state informate".

#Iraq: 5 #militari italiani feriti, ma non in pericolo di vita, a seguito attacco IED. Il Capo di SME, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Farina, a nome dell'@Esercito, esprime vicinanza e sostegno ai feriti e alle loro famiglie.

— Esercito Italiano (@Esercito) November 10, 2019

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, è stato prontamente messo al corrente dell'accaduto dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e segue con attenzione l'evolversi della situazione e "in queste ore di preoccupazione, esprime la più profonda vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei militari coinvolti".

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appresa la notizia del gravissimo attentato contro il contingente militare italiano in Iraq, ha fatto pervenire al Ministro della Difesa e al capo di Stato Maggiore della Difesa un messaggio di solidarietà per i militari rimasti feriti. 

Il Presidente #Mattarella appresa la notizia del gravissimo #attentato contro il contingente militare italiano in #Iraq ha fatto pervenire al Ministro della Difesa Guerini e al capo di @SM_Difesa Gen. Vecciarelli un messaggio di solidarietà per i militari rimasti feriti

— Quirinale (@Quirinale) November 10, 2019

Le reazioni della politica

"Sto seguendo con dolore e apprensione quel che è accaduto in Iraq ai nostri militari, coinvolti in un attentato". Lo dichiara il ministro degli Esteri, Luigi di Maio.
"I nostri ragazzi erano impiegati in attività di formazione delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all'Isis", aggiunge Di Maio. "In questi casi il primo pensiero va ai soldati colpiti, alle loro famiglie e a tutti i nostri uomini e donne in uniforme che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza. Seguiamo con attenzione ogni sviluppo".

Sto seguendo con dolore e apprensione quel che è accaduto in #Iraq ai nostri militari, coinvolti in un attentato.
Il mio primo pensiero va a loro, alle loro famiglie e a tutti i nostri uomini e donne in uniforme che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza pic.twitter.com/Tql3RpqmWU

— Luigi Di Maio (@luigidimaio) November 10, 2019

Anche Matteo Renzi ha pubblicato un Tweet di vicinanza: "Un pensiero per i nostri cinque soldati colpiti in un attentato in Iraq ed alle loro famiglie. Tutta l'Italia si stringe intorno a loro".

Un pensiero per i nostri cinque soldati colpiti in un attentato in #Iraq ed alle loro famiglie. Tutta l'Italia si stringe intorno a loro https://t.co/Otm8pBue2F

— Matteo Renzi (@matteorenzi) November 10, 2019

Mentre Giorgia Meloni ha postato un messaggio su Facebook dove oltre ai primi particolari della notizia ha aggiunto: "Ci stringiamo ai feriti, alle loro famiglie e all'Esercito Italiano".

Seguiamo con apprensione notizie dall'#Iraq, dove 5 militari italiani impiegati in attività di addestramento delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all'Isis sono rimasti feriti in un attentato esplosivo. Ci stringiamo ai feriti, alle loro famiglie e all'@Esercito pic.twitter.com/k2XJEIRQxV

— Giorgia Meloni ن (@GiorgiaMeloni) November 10, 2019

Anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha pubblicato un tweet di solidarietà: "Vicino ai nostri militari colpiti vigliaccamente in Iraq, alle loro famiglie e a tutti i nostri soldati nel mondo. Combattere il terrorismo islamico ovunque, in Italia e nel mondo, era e rimane una nostra priorità".

Vicino ai nostri militari colpiti vigliaccamente in #Iraq, alle loro famiglie e a tutti i nostri soldati nel mondo.
Combattere il terrorismo islamico ovunque, in Italia e nel mondo, era e rimane una nostra priorità.

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) November 10, 2019

 

Al suo pubblico sui social, si è rivolto anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti

Vicini ai nostri militari feriti in #Iraq. Orgogliosi del loro impegno per la pace nel mondo.

— Nicola Zingaretti (@nzingaretti) November 10, 2019

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime in merito all'attentato. Saranno affidate ai carabinieri del Ros le indagini in questione. A coordinare gli accertamenti l'aggiunto con delega all'antiterrorismo Francesco Caporale che attende per domani mattina le prime relazioni dall'Iraq. Non è escluso che, una volta arrivati gli atti, i carabinieri possano partire alla volta di Kirkuk, nel nord del Paese, dove si è verificato l'attentato.