Ciocca (Lega) lancia cioccolata turca in aula Europarlamento

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Strasburgo, 23 ott. (askanews) - L'eurodeputato della Lega Angelo Ciocca ha inscenato un nuovo show, oggi a Strasburgo, durante il dibattito in plenaria del Parlamento europeo sull'aggressione militare turca del territorio controllato dai curdi in Siria. L'europarlamentare leghista ha agitato con la mano destra una grossa barra di cioccolato turco, evocando le bombe di Ankara sui curdi, e poi è uscito dal suo banco e ha lanciato il cioccolato a terra, in direzione della presidenza, gridando "No a questa Turchia!".

Nel suo discorso, l'europarlamentare leghista aveva ricordato che "durante la scorsa plenaria le autorità turche dispensavano cioccolato turco per chiedere di riprendere i negoziati per l'ingresso della Turchia in Europa. Ora - aveva aggiunto con riferimento all'attacco in Siria - non dispensano cioccolato ma missili e bombe".

La presidente di turno della Plenaria, l'irlandese Mairead McGuinness, ha cercato prima di controllare l'intemperanza di Ciocca ("Mi scusi, vuol tornare al suo posto per favore? Per cortesia, ritorni al suo posto!"), e poi ha duramente richiamato all'ordine l'eurodeputato: "Questo - ha ricordato - è un Parlamento in cui discutiamo, non gettiamo oggetti in giro e non siamo violenti. Questo è un comportamento oltraggioso in un parlamento. Colleghi, cose di questo genere stanno diventando fin troppo comuni: questo è un Parlamento che serve a discutere. Non è necessario ruggire e gridare".

Poi McGuinness ha interrotto Ciocca che, tornato al suo posto, continuava a gridare: "Le dispiace ascoltare per un momento? Sa, a volte, se si ascolta, si impara. Il mio compito è mantenere l'ordine in quest'aula. Quello che lei ha fatto è spaventosamente disturbante ed è un abuso nei confronti dei suoi colleghi. E ora - ha concluso la presidente di turno della Plenaria - passiamo oltre".

Un anno fa Ciocca si era prodotto in un'altra scenetta ad uso mediatico: alla fine di una conferenza stampa della Commissione europea, sempre a Strasburgo, in cui si era parlato della manovra finanziaria italiana, si era tolto una scarpa e ne aveva strofinato la suola sui documenti del commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici.