Circolare del Viminale ai prefetti: chiarimenti sul Dpcm

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Nuova circolare del Viminale ai prefetti per dare delucidazioni in merito alle disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm, del 18 Ottobre, che tanti dubbi e malumori ha creato anche nei primi cittadini.

Dpcm, i chiarimenti del Viminale

Alcune precisazioni vengono esplicate in questa nuova circolare da parte del Capo di Gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, e inviata ai prefetti del territorio. Le indicazioni vengono date in merito ad alcuni punti del Dpcm che potrebbero destare perplessità nell’attuazione.

Chiusura di piazze e vie nei centri urbani

La chiusura delle piazze e vie nei centri urbani avverrà di concerto tra sindaco e prefetto- “da esplicare in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. In considerazione del fatto che la disposizione prevede che venga consentito comunque il libero accesso a esercizi commerciali e ad abitazioni private, e il conseguente deflusso, è indispensabile che la chiusura di vie e piazze dei centri urbani venga tempestivamente anticipata, da parte dell’autorità comunale, con adeguati mezzi comunicativi, sia alle associazioni di categoria, sia alla cittadinanza interessata”. Il Viminale poi tiene a precisare che per attuare la chiusura delle strade, si potrà ricorrere all’uso dei militari, se presenti nell’ambito dell’operazione strade sicure. Inoltre la chiusura delle strade potrà avvenire solo in determinati giorni della settimana, e limitatamente alle vie che presentano un afflusso maggiore di persone. Oppure si potrà predisporre una chiusura parziale delle strade, contingentando gli ingressi.

Quest’ultima disposizione in merito alla chiusura delle strade o delle piazze, potrà essere predisposta dal sindaco, in base all’andamento epidemiologico del proprio paese, il quale in base all’articolo 32 della legge 833/1978 e agli articoli 50 e 54 del TUEL, egli è l’Autorità Sanitaria locale.

Ristorazione al tavolo e da asporto

In merito alla ristorazione da asporto si sottolinea che: L’attività degli esercizi pubblici è consentita dalle ore 5 alle ore 24 con consumazione al tavolo, e dalle ore 5 alle ore 18 (e non più alle ore 21) in assenza di consumo al tavolo, in modo da evitare comportamenti elusivi (chiusura a mezzanotte ed apertura poco più tardi) che si erano già profilati nell’immediatezza dell’entrata in vigore del dpcm del 13 ottobre”. In ogni caso non verrà sanzionato chi sfora di poco il limite di chiusura. altra novità importante riguarda il numero di commensali ai tavoli, secondo cui – “l’importante novità rappresentata dal numero massimo di 6 commensali per tavolo, specificato dalla previsione in commento. La stessa disposizione, al fine di agevolare le attività di controllo, introduce l’obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno del locale stesso, sulla base delle linee guida e dei protocolli vigenti nel settore”.

Per quanto riguarda la ristorazione da asporto, nella circolare si legge –“tale attività era, infatti, prima consentita senza limiti orari, essa invece è esercitabile fino alle 24, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Inoltre resteranno aperti anche gli esercizi che vendono alimenti e bevande lungo le autostrade.

Stop ai congressi

Altro punto riguarda i congressi e convegni secondo cui – “Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, con la sola eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza”. Per quanto riguarda le riunioni della pubblica amministrazione, esse dovranno avvenire in modalità telematica, mentre le riunioni private, come quelle condominiali, possono ancora avvenire in presenza, anche se, come per la PA, si consiglia la modalità da remoto. Altra precisazione arriva anche nella distinzione tra riunione privata e attività congressuale, in quanto quest’ultima può essere aperta alla stampa e al pubblico, così come il locale nella quale avviene può essere pubblico o aperto al publico. Tutte caratteristiche che non si riscontrano nella riunione privata.

Stop agli sport di contatto

Ultima nota di chiarimento arriva sugli sport di contatto: -“Sono oggetto di divieto gli eventi e le competizioni riguardanti le discipline sportive di contatto di interesse provinciale. Sono inoltre vietate le attività sportive di contatto a carattere ludico-amatoriale“. La circolare poi prosegue – “Con tale dizione si intende qualunque attività sportiva di contatto effettuata a livello occasionale e spontaneo (ad esempio, le partite di calcetto tra amici). É opportuno chiarire, onde anche evitare pratiche elusive, che il tesseramento presso associazioni o società sportive dilettantistiche è condizione per l’esercizio degli sport di contatto purchè esso avvenga nel perimetro di eventi e competizioni riconosciute di interesse nazionale o regionale dai suddetti Comitati e dalle federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva”.Potranno invece continuare gli allenamenti individuali anche degli sport di contatto, sempre nel rispetto del distanziamento.