Cisl: in Lombardia morti bianche +72% tra gennaio e settembre

Red-Asa
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Milano, 30 ott. (askanews) - Nonostante il lockdown, le chiusure, le ore in meno lavorate causa Covid-19, sono stati 204 gli infortuni mortali registrati dall'Inail per la Lombardia tra gennaio e settembre 2020. Ben 86 le denunce di infortuni mortali in più rispetto allo stesso periodo del 2019 (i casi mortali erano stati 118), in percentuale un +72,88%. Lo ha sottolineato la Cisl in una nota. In totale, 73.452 gli infortuni sul lavoro, contro gli 86.629 del 2019. Un calo solo del 15,21% (13.177 denunce). "Il dato, se depurato dalle tante ore in meno lavorate per effetto di casse integrazioni, ferie e malattie, dagli infortuni in itinere fortemente ridotti e da quelli in ambito scolastico stante la chiusura degli istituti per mesi, non fa che confermare una situazione grave", ha commentato Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia con delega alla Salute e sicurezza sul lavoro. "Una volta di più dobbiamo sottolineare un'insufficiente azione istituzionale in materia di prevenzione e controlli - ha aggiunto Rancati -. Regione Lombardia non ha rafforzato l'attività ispettiva e non ha aumentato gli organici dei servizi di prevenzione delle Ats, come avrebbe dovuto". A pagare il prezzo più alto è il terziario, che anche nel periodo dell'emergenza sanitaria registra un aumento: 22.890 casi tra gennaio-settembre 2020 contro i 22.577 nel pari periodo 2019. Tra le province troviamo Cremona che risulta in aumento rispetto al 2019: 4.032 denunce nel 2020 e 3.864 nel 2019. Aumento notevole del terziario anche nei casi mortali: 65 decessi nel 2020 contro i 12 nel 2019 (+441,6%). Quanto alle province, come numeri assoluti abbiamo Milano a quota 40 seguita da Bergamo 39, Brescia 35, e Cremona 25. Nello stesso periodo del 2019 erano rispettivamente 28, 13, 24 e 3. Cremona registra l'aumento più alto rispetto al 2019 con più 700%.