Citazioni utili per l'oggi/1: Croce e i "briganti" nel libro di Paolo Mieli

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Una citazione giusta per svelare le motivazioni profonde di chi liscia il pelo ai variegati “briganti” di oggi, di chi idealizza il romanticismo della rivolta cieca, di chi resta incantato dalle gesta ribelli di chi urla e strepita per una causa quasi sempre sbagliata. La citazione è contenuta nel nuovo libro di Paolo Mieli, “Il tribunale della storia” (Rizzoli), ed è di Benedetto Croce , che sulla sua rivista “La Critica” si chiese nel ’36: “Cosa è mai questo affetto pei briganti?”.

“Per malintesa passione di libertà”, si è infatti dato credito a “calcolate invenzioni”, “a viete combinazioni teatrali che non commuovono nessuno, che non attaccano più” e che hanno il sapore di “disgustevoli e muffiti cavoli riscaldati, di quelli che neppure le bestie appetiscono”. Il tutto con argomentazioni svolte “in modo irriflessivo e ingenuo, sotto l’impulso dell’animo esacerbato e della sconvolta immaginazione”. E da qui l’opera degli “scrittori di storie” di briganti che “salutano in essi -del 1799, del 1806-1915, del 1860-1862- gli schietti rappresentanti del nobile sentimento nazionale contro i patrioti e i liberali che s’erano appoggiati ai francesi e magari ai ‘piemontesi’”.

Aggiorniamo i riferimenti, guardiamo ai nuovi “briganti” e chiediamoci, ciascuno scelga i propri bersagli, se “l’animo esacerbato” e “la sconvolta immaginazione” non abbiano partorito nuove, grottesche idealizzazioni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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