Cittadinanza ai figli dei migranti: c’è intesa tra alleati di governo

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Ripartono in Commissione Affari costituzionali i lavori inerenti la legge sulla cittadinanza che introduce il cosiddetto Ius culturae. Sembra sia stata raggiunta l’intesa tra gli alleati di governo in merito alla tanto dibattuta cittadinanza ai figli dei migranti. A dare la notizia è il grillino Giuseppe Brescia, presidente della Commissione, il quale sarà anche relatore alla riforma. L’esame alla Camera riprenderà giovedì 3 ottobre 2019. Nel 2018 il testo, a prima firma Laura Boldrini, vedeva Roberto Speranza come suo relatore, ora divenuto ministro.

Cittadinanza ai figli dei migranti: l’intesa

“Siamo ancora all’inizio ma credo si possa lavorare per introdurre lo Ius culturae, legando la cittadinanza alla positiva conclusione di un ciclo di studi, e non alla sola frequenza”, ha spiegato Brescia. Quindi ha tenuto a precisare che “non c’è solo il testo a prima firma Boldrini da esaminare”. Stando alle sue ultime dichiarazioni, infatti, dovranno essere analizzati anche testi di altri gruppi, tra cui uno della Polverini, dalle fila di Forza Italia. Poi ha specificato: “Naturalmente arriverà anche un testo M5S. Serve una discussione che metta all’angolo propaganda e falsi miti, guardi in faccia la realtà e dia un segnale positivo a chi si vuole integrare”.

“Non abbiamo molto scuse. Se tutti crediamo in quel che abbiamo dichiarato in questi anni lo Ius soli si può fare”. Così ha commentato Matteo Orfini, parlamentare esponente del Pd. In un post su Facebook ha elencato le posizioni a favore dello Ius soli da parte di alcuni colleghi di centrosinistra, chiaramente espresse durante la scorsa legislatura. Tra questi, come ricordato dalla Repubblica, ci sarebbero Renzi, Delrio e l’attuale segretario del partito, Nicola Zingaretti. “Se per tagliare i parlamentari ci vogliono solo 2 ore, come dice spesso Di Maio, per fare lo Ius soli ci vogliono solo pochi giorni”, ha dichiarato Orfini. Quindi ha ribadito con tono provocatorio: “Pochi giorni per restituire un diritto negato a tante persone. Ho fatto una proposta e sono stato attaccato da Salvini, da Fontana, dalla Santanchè, dalla Meloni, dalla Gelmini. Che ne dite, lo facciamo o ci spaventiamo di Salvini?”.

Secondo il cardinale Gualtiero Bassetti, “l’atteggiamento politico verso i migranti sta cambiando”. Tuttavia, non ha tardato a precisare: “Voglio essere prudente. Le premesse sono buone, un cambio di passo c’è stato ma non firmo carte in bianco. Aspetto gli esiti”. Il presidente Cei ha espresso il suo pieno appoggio allo Ius culturae, che, a sua detta, “è da promuovere”. Infatti, ha spiegato: “L’integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe un contenitore vuoto”.

Come riportano i dati indicati dalla Repubblica, in Italia un alunno su dieci è figlio di immigrati. Ma i bambini senza cittadinanza sono tantissimi e cresce il numero dei giovani e giovanissimi che sono potenziali beneficiari dello Ius soli. 825mila nel 2018.