Cittadinanza, Associazione Neri Italiani: battaglia per riforma è sacra -5-

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Roma, 10 gen. (askanews) - "Lo pensiamo - insistono - insieme alle italiane ed italiani di origine diversa a cui è stata negata la legge sullo Ius culturae (Ius Soli Temperato), a chi non è ancora cittadino di questo Paese ma ci vive, ci lavora, ne sostiene l'economia non vedendosi riconosciuto alcun diritto di partecipazione alla sua vita politica, a tutte le sorelle e i fratelli di qualsiasi provenienza e di qualsiasi status giuridico a cui è negato il riconoscimento dei diritti fondamentali che spettano ad ogni essere umano, donna ed uomo, in un paese in cui l'unica politica possibile sembra quella dell'esclusione, della marginalizzazione, della criminalizzazione e del rifiuto di chi porta alla nostra vista quella sofferenza e quel disagio che è solo il frutto amaro di decenni di politiche sbagliate e fallimentari".

"Troppo spesso, infatti, i partiti che negli anni si sono avvicendati hanno operato scelte opposte rispetto alle promesse che erano state fatte in merito ad una opportuna e non più rinviabile riforma dell'attuale normativa sulla concessione della cittadinanza italiana, basata sulla legge n.91 del 1992. Noi nuovi italiani, che andiamo a scuola, lavoriamo, pienamente inseriti nella società, siamo vittime di discriminazioni, nei concorsi pubblici, nel mondo del lavoro, nella previdenza, nello sport, perché siamo italiani con il permesso di soggiorno. Stranieri nel paese in cui siamo nati e/o siamo vissuti. Con tutte le conseguenze del caso. Non abbiamo il passaporto italiano, siamo considerati cittadini di serie B o addirittura di altri paesi in cui non siamo mai stati. Per questo chiediamo una riforma della legge 91/92, legge che per adesso non ci riconosce ma ci disconosce", concludono.