Cittadinanza, Comunità Sant'Egidio: ius culturae criterio principe

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Roma, 8 gen. (askanews) - "Quello dello ius culturae è il criterio principe per una nuova legge sulla cittadinanza capace di interpretare il nostro tempo, andrebbe applicata a tutti i cresciuti anche se non nati in Italia". Lo ha detto Paolo Morozzo Della Rocca, della comunità di Sant'Egidio, davanti alla commissione Affari Costituzionali della Camera nel corso delle audizioni sulla cittadinanza.

Secondo Morozzo Della Rocca "il criterio della scolarizzazione deve essere preponderante, può compensare i difetti di altri criteri perché è il criterio più democratrico, premia l'inserimento di fatto anche se il ragazzo non avesse una continuità di residenza legale o di permesso di soggiorno".

L'avvocato ha anche invitato a riflettere, "anche se non è un'ipotesi che auspico", sulla possibilità di introdurre un "periodo anche non brevissimo di risolubilità" della cittadinanza, "un'attribuazione condizionata ovviamente solo se il richiedente ha conservato la cittadinanza originaria.

Morozzo Della Rocca ha definito "imbarazzanti" le disposizioni nel decreto sicurezza relative alla cittadinanza. Ad esempio per quanto riguarda i figli dell'adulto che diviene cittadino. "Quello dello iure communicatio è un tema pesantemente anche se indirettamente aggravato dal decreto sicurezza che dispone che il termine per la definizione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza è di 48 mesi dalla domanda. Questo vuole dire che passano 6 anni prima che si possa acquistare la cittadinanza dopo averne maturato i requisiti. Se abbiamo a cuore la nostra dignità nazionale perché non intervenire su questi termini che sono imbarazzanti? Si potrebbe introdurre una disposizione a favore dei figli di coloro che acquistano cittadinanza dopo tanto tempo dalla domanda. Infatti oggi i figli minorenni e conviventi dell'adulto che ottiene la cittadinanza diventano cittadini ma con le norme vigenti può succedere che se il figlio di chi chiede la cittadinanza ha 12 anni sarà maggiorenne quando il genitore la ottiene e dunque rimarrà straniero". Quindi ha sottolineato che il tema è "strategico per il futuro dell'Italia".