Cittadini denunciano, sgominata banda di ladri a Palermo

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Questa volta i cittadini hanno collaborato con le forze dell'ordine. Dalle loro denunce è scattata l'operazione dei carabinieri della Compagnia Palermo San Lorenzo che ha permesso di sgominare una banda dedita ai furti di ciclomotori. Sei le misure cautelari (due in carcere e quattro agli arresti domiciliari) emesse dal gip dei capoluogo siciliano a carico dei fratelli, Nunzio e Francesco Paolo Giuliano, rispettivamente di 22 e 29 anni; Antonino Majorana, 20 anni; Mirko Nappa, 22 anni; e i fratelli Vincenzo e Massimo Antonio Oliva, rispettivamente di 25 e 21 anni. Tutti devono rispondere a vario titolo di tentata rapina aggravata, furto aggravato, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. "Questa volta, e come sta avvenendo sempre più spesso a Palermo, i cittadini hanno collaborato - dice il capitano Andrea Senes, comandante della Compagnia San Lorenzo di Palermo -. Hanno denunciato e voluto che indagassimo per arrivare all'individuazione dei colpevoli. Il nostro successo è stato vedere la felicità nei loro occhi quando abbiamo riconsegnato loro la merce rubata". La banda, infatti, era diventata il terrore dei clienti e dipendenti del centro commerciale Conca d’Oro. Furti a raffica, sette gli episodi ricostruiti dagli investigatori dell'Arma, messi a segno nel periodo compreso tra giugno 2017 e gennaio 2018. Ladri di ciclomotori ma non solo. Nei garage dello Zen i carabinieri hanno trovato tablet, smartphone, biciclette, moto e persino canne da pesca professionali e attrezzatura da dj. Durante le perquisizioni è stata trovata refurtiva per un valore di circa 100mila euro", dice ancora il capitano Senes.  La banda agiva con "professionalità e spregiudicatezza", spiegano gli investigatori dell'Arma. I raid avvenivano in pochi minuti. Dopo aver individuato il mezzo da rubare, la banda si avvicinava, tranciava eventuali catene e rompeva il bloccasterzo con un calcio. Poi la fuga con la refurtiva. In un caso la gang era riuscita a intrufolarsi anche in un condominio di via dei Nebrodi. In quell'occasione il bottino era stato un’auto e due biciclette. Ad incastrarli sono state le telecamere dell'impianto di videosorveglianza del centro commerciale. Così grazie alla visione di quei filmati i carabinieri sono riusciti a dare un volto ai componente della banda e a ricostruire i colpi messi a segno nel parcheggio del superstore.

Questa volta i cittadini hanno collaborato con le forze dell'ordine. Dalle loro denunce è scattata l'operazione dei carabinieri della Compagnia Palermo San Lorenzo che ha permesso di sgominare una banda dedita ai furti di ciclomotori. Sei le misure cautelari (due in carcere e quattro agli arresti domiciliari) emesse dal gip dei capoluogo siciliano a carico dei fratelli, Nunzio e Francesco Paolo Giuliano, rispettivamente di 22 e 29 anni; Antonino Majorana, 20 anni; Mirko Nappa, 22 anni; e i fratelli Vincenzo e Massimo Antonio Oliva, rispettivamente di 25 e 21 anni. Tutti devono rispondere a vario titolo di tentata rapina aggravata, furto aggravato, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. 

"Questa volta, e come sta avvenendo sempre più spesso a Palermo, i cittadini hanno collaborato - dice il capitano Andrea Senes, comandante della Compagnia San Lorenzo di Palermo -. Hanno denunciato e voluto che indagassimo per arrivare all'individuazione dei colpevoli. Il nostro successo è stato vedere la felicità nei loro occhi quando abbiamo riconsegnato loro la merce rubata". La banda, infatti, era diventata il terrore dei clienti e dipendenti del centro commerciale Conca d’Oro. Furti a raffica, sette gli episodi ricostruiti dagli investigatori dell'Arma, messi a segno nel periodo compreso tra giugno 2017 e gennaio 2018. Ladri di ciclomotori ma non solo. Nei garage dello Zen i carabinieri hanno trovato tablet, smartphone, biciclette, moto e persino canne da pesca professionali e attrezzatura da dj. Durante le perquisizioni è stata trovata refurtiva per un valore di circa 100mila euro", dice ancora il capitano Senes.  

La banda agiva con "professionalità e spregiudicatezza", spiegano gli investigatori dell'Arma. I raid avvenivano in pochi minuti. Dopo aver individuato il mezzo da rubare, la banda si avvicinava, tranciava eventuali catene e rompeva il bloccasterzo con un calcio. Poi la fuga con la refurtiva. In un caso la gang era riuscita a intrufolarsi anche in un condominio di via dei Nebrodi. In quell'occasione il bottino era stato un’auto e due biciclette. Ad incastrarli sono state le telecamere dell'impianto di videosorveglianza del centro commerciale. Così grazie alla visione di quei filmati i carabinieri sono riusciti a dare un volto ai componente della banda e a ricostruire i colpi messi a segno nel parcheggio del superstore.