Cittadini raccolgono firme per chiedere la revoca delle norme sul Green Pass

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Un gruppo di cittadini ha avviato una raccolta firme al fine di richiedere un referendum abrogativo sulle leggi che riguardano il Green Pass obbligatorio, recentemente esteso anche ai lavoratori del settore pubblico e privato.

Referendum abrogativo sul Green Pass, al via la raccolta firme

Alcuni cittadini italiani stanno raccogliendo firme per proporre un referendum abrogativo in relazione alle norme sul Green Pass. Sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai principali organizzatori della raccolta firme, il certificato verde “costituisce un palese strumento di discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico in quanto esclude dalla vita economica e sociale della nazione quei cittadini che sostengono convinzioni ed evidenze diverse da quelle imposte dal Governo e obbliga surrettiziamente i cittadini alla vaccinazione”.

Il referendum abrogativo, qualora dovesse raccogliere tutte le firme necessarie per portare gli italiani alle urne, sarebbe composto da quattro quesiti volti a chiedere la revoca delle “disposizioni legislative in materia di green pass”.

Referendum abrogativo sul Green Pass, le firme da raggiungere

Consultando il sito internet del comitato referendario, si può partecipare alla raccolta firme sia fisicamente, usufruendo dei cosiddetti “tavoli dei volontari”, che digitalmente.

Per quanto riguarda la possibilità di partecipare a una raccolta firme utilizzando la firma digitale, una simile opportunità esiste soltanto dallo scorso 20 luglio.

Il numero di firme da raggiungere per poter presentare la richiesta relativa al referendum abrogativo corrisponde a 500.000: un simile traguardo è stato recentemente raggiunto dal referendum sulla cannabis.

Tuttavia, l’attuale soglia da raggiungere per richiedere un referendum abrogativo, in considerazione dell’approvazione della firma digitale, è stata aspramente messa in discussione da alcuni dei più autorevoli costituzionalisti italiani.

A questo proposito, infatti, si è espresso il professore ordinario a “La Sapienza” di Roma e costituzionalista Gaetano Azzariti, che ha dichiarato: “La legge del referendum deve essere cambiata. Con la raccolta delle firme online, la soglia delle 500 mila adesioni è troppo facile da raggiungere: come diceva Stefano Rodotà, si rischia di trasformare la democrazia rappresentativa nella democrazia dell’immediatezza telematica con il rischio di delegittimare le istituzioni”.

Il professor Azzariti, inoltre, ha anche sostenuto di reputare “razionale, anche se insufficiente, la proposta del Pd di introdurre il giudizio della Corte Costituzionale dopo le prime 10mila firme, per evitare che vengano bocciati referendum dopo che magari hanno avuto l’adesione di un milione di persone”.

Referendum abrogativo sul Green Pass, i membri del comitato organizzativo e dei garanti

Sul sito del comitato referendario, sono riportati anche i nominativi dei membri che compongono sia il comitato organizzativo che il comitato dei garanti e che stanno lavorando alla raccolta firme.

Tra i membri del comitato organizzativo, ad esempio, figurano personalità come l’avvocato del Foro di Salerno, Olga Milanese; del vicepresidente del Comitato nazionale per la Bioetica nonché docente di diritto internazionale a La Sapienza di Rima, Luca Marini; e del professore di Filologia Romanza all’Università di Bologna, Francesco Benozzo.

Tra i membri del comitato dei garanti, invece, sono presenti Carlo Freccero, ex consigliere dell’amministrazione della Rai e giornalista; Ugo Mattei, professore di Diritto Civile all’Università di Torino; Alberto Contri, ex presidente della Fondazione Pubblicità progresso; Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione.

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