Civiltà cattolica: abusi tra suore, se monastero diventa prigione -3-

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Città del Vaticano, 30 lug. (askanews) - Se i casi di abuso sessuale, che pure esistono, sono però molto limitati in questi casi, il cardinale Braz de Aviz rivelava, sull'inserto femminile dell'Osservatore Romano, che il problema delle religiose che, abbandonato il monastero e l'abito, finivano per strada, è diventato così grave che papa Francesco ha deciso di costruire una casa per coloro che, soprattutto straniere, non hanno un posto dove andare. Alcune suore in effetti lasciano il velo, "ma anche il tempo dell'abbandono della vita religiosa, già di per sé difficile e doloroso, reca con sé ulteriori sofferenze, per lo più sconosciute a chi appartiene a Congregazioni maschili . Altre rimangono solamente perché non vedono nessun'altra possibilità di vivere diversamente, non conoscono la città, la lingua, non hanno potuto conseguire alcun titolo di studio". Il problema, sottolinea Civiltà cattolica, è l'abuso di potere: "Essere superiora sembra garantire altri privilegi esclusivi, come usufruire delle migliori cure mediche, mentre chi è una semplice suora non può neppure andare dall'oculista o dal dentista, perché 'si deve risparmiare'. Gli esempi riguardano purtroppo ogni aspetto della vita ordinaria: dall'abbigliamento alla possibilità di fare vacanza, avere una giornata di riposo o, più semplicemente, poter uscire per una passeggiata, tutto deve passare dalla decisione (o dal capriccio) della medesima persona. Se si chiede un indumento pesante, si deve attendere la deliberazione del Consiglio, o la richiesta viene rifiutata per motivi di povertà . Alla fine alcune suore si sono rivolte ai familiari. Diventa perciò ancora più triste per loro venire a sapere che l'armadio della superiora è pieno di indumenti acquistati senza consultare nessuno con i soldi della comunità, mentre altre hanno a malapena un ricambio . Per alcune suore, scrive il gesuita, questa è la realtà quotidiana: una realtà che per lo più non possono far conoscere, perché non sanno a chi rivolgersi, o per paura di ritorsioni".(Segue)