Civiltà cattolica: perché il Parlamento non decide sul fine vita? -4-

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Roma, 31 ott. (askanews) - "Esentare singole persone che collaborano senza depenalizzare il reato in generale permetterebbe al personale medico di non essere obbligato a compiere un atto contro coscienza. I fatti che costituiscono reato devono essere regolati dalla legge con la massima precisione; per questo il Parlamento ha il dovere di rispettare il monito della Corte come buona prassi democratica. Le proposte di legge, invece, che permettono soluzioni che consentono di togliersi la vita senza un intervento di un terzo infrangerebbero la volontà della Corte, che si è limitata a decidere su persone capaci di decidere autonomamente e che non intendono avvalersi delle cure palliative, ma non sono in grado di 'togliersi la vita' autonomamente, come è stato il caso di Dj Fabo".

Per la Civiltà cattolica, ad ogni modo, "se il Parlamento sceglie di promuovere il principio di autoderminazione - secondo il quale una persona può decidere di disporre della propria vita autonomamente -, deve anche garantire le cure necessarie perché si possa prendere una decisione serena, come l'aiuto concreto alla solitudine dei caregiver (le relazioni familiari che si prendono cura del paziente), l'assistenza domiciliare, con incluse le cure palliative, un assegno familiare congruo per le spese da sostenere e così via. Rimane infine una scelta politica di fondo: ritornare alla fonte dell'esperienza dell'ammalato, della sua famiglia e del contesto sociale e relazionale, altrimenti i detriti portati alla foce continueranno a paralizzare il dibattito parlamentare a causa delle divisioni, delle fazioni ideologiche e degli interessi particolari dei singoli partiti e dei gruppi di lobby utilitaristiche. La soglia antropologica per incontrarsi fra tradizioni culturali diverse sul tema del fine vita rimane quella di riconciliare la personalizzazione della medicina e la sua umanizzazione con la tecnicizzazione della medicina stessa, in cui l'azione del «curare» (to cure) la malattia matura insieme al «prendersi cura» (to care) anche del mondo affettivo, relazionale, psicologico e spirituale del paziente24. Del resto, lo scopo di ogni civiltà non è il progresso della scienza e delle macchine, ma la centralità e la difesa della dignità della persona".