Civiltà cattolica: serve legge elettorale che dia stabilità

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Città del Vaticano, 13 feb. (askanews) - "La manutenzione costituzionale non può essere procrastinata sine die. Il possibile esito positivo del referendum del 29 marzo sulla riduzione del numero dei parlamentari toccherà a cascata anche una serie di pesi e contrappesi costituzionali, come il bicameralismo perfetto, la modifica dell'età per l'elettorato attivo e passivo, il rafforzamento dei poteri dell'esecutivo e del premier in Parlamento, il ruolo del Presidente della Repubblica ecc. Il punto di equilibrio rimane una buona legge elettorale che dia stabilità al sistema". Lo scrive padre Francesco Occhetta sul prossimo numero della Civiltà cattolica. "Essa dipenderà pure dalle norme parlamentari e dalle regole sui finanziamenti pubblici dei partiti. Anche a questo si dovrà pensare. I criteri per discernere sono: garantire la democrazia dell'alternanza, assicurare la governabilità, ridurre la frammentazione del sistema partitico, rispettare le minoranze politiche, introdurre una consistente soglia di sbarramento che promuova la riduzione dei partiti e dei gruppi parlamentari, favorire la nascita della stessa maggioranza sia alla Camera sia al Senato. Occorre che tutte le forze politiche se ne convincano per il bene del Paese. Solamente una soluzione strutturale del sistema permetterà alla vita politica di trovare un suo equilibrio, altrimenti tra i partiti continuerà a valere il detto antico 'Se Atene piange, Sparta non ride'".