Civiltà cattolica sul Conte bis: rilanciare il dialogo sociale

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Città del Vaticano, 19 set. (askanews) - La Chiesa cattolica può contribuire "a rilanciare il dialogo sociale e la collaborazione dei corpi intermedi per placare ciò che Moro definiva il pericoloso 'tintinnio di sciabole'": lo scrive la Civiltà cattolica in un articolo dedicato alla nascita del Governo Conte bis.

"Il presidente Conte, nel suo discorso in Parlamento il 9 settembre, ha chiesto a tutti l'impegno di ripartire dal dialogo sociale, dalla sobrietà nelle parole e dall'operosità nell'azione per riportare al centro delle politiche equilibrio e moderazione. E' su questi tre fronti - conclude la Civiltà cattolica - che la Chiesa può contribuire, attraverso la competenza dei laici e una nuova stagione di formazione, a rilanciare il dialogo sociale e la collaborazione dei corpi intermedi per placare ciò che Moro definiva il pericoloso 'tintinnio di sciabole'".

L'alleanza tra Pd e M5s "è stata dettata da una sorta di conventio ad excludendum verso la Lega di Salvini e dalla volontà politica di allontanare quei pericoli per una democrazia da cui metteva in guardia Aristotele: la tirannide dell'uomo solo al comando; l'oligarchia dei pochi ricchi; la politeia in cui decide la massa indistinta", scrive padre Occhetta. "E' stata data molta enfasi al 'come' - il bilanciamento politico tra le diverse anime che compongono le forze di governo, la ripartizione dei ministeri strategici e così via - e poca attenzione al 'cosa' e al 'per chi'. Eppure la filosofia politica insegna che solamente 'se si possiede un perché, si va d'accordo quasi con ogni domanda sul come'".

Giuseppe Conte "dopo aver toccato il fondo, è riemerso dall'acqua, appoggiandosi sulle spalle dei suoi due ex vicepresidenti. La virata europeista voluta da Conte insieme ai ministri Moavero e Tria è stata la principale garanzia politica per il Quirinale, l'Ue, la cancelleria tedesca e la presidenza francese".